sabato 30 gennaio 2010

Istantanee…

Altri due giorni e il St. Orsola avrà un nuovo direttore, Cristian. Sono felice di questo. Sono felice perché sono stanca delle responsabilità. Sono felice perché sono sicura che lui saprà far funzionare questo posto molto meglio di me. Ale ed io abbiamo iniziato la danza del passaggio delle consegne e il tempo a disposizione sembra ancora meno. E intanto è iniziato anche il mio conto alla rovescia, il mio saluto all’Africa dopo due anni di permanenza…

Mi mancherà Matiri…

Mi mancherà quel raggio di luna che taglia il mio letto come una tela di Fontana. E a me piace entrare nella sua luce e addormentarmi con la luna negli occhi che filtra a quadri dalla zanzariera della mia finestra.

Mi mancherà il canto degli uccelli tra i rami. Isterici alle 6 del mattino. Quasi tristi verso sera, quando i grilli rubano loro la scena sonora. Mi mancherà il gallo di plastica della sveglia di Ale.

Mi mancheranno le stelle, mi mancherà il cielo così denso da farmi piangere per il miracolo naturale che ogni notte si ripete in silenzio. Le scie di lustrini sospesi che ognuna di loro lascia  quando cade..e sembra che il tempo si fermi  e quell’istante duri mille anni.

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Mi mancheranno i sorrisi rumorosi dei bambini. Quando corrono nei corridoi o quando chiedono i palloncini allungando la mano attraverso la balaustra in ferro del terrazzo della pediatria. Mi mancheranno i loro sorrisi che sfidano il destino, inspiegabili. Sorrisi che fanno capolino tra la pelle bruciata e la fasciatura sporca. Sorrisi che sanno farmi sentire piccola piccola perché io a volte non so sorridere.

Mi mancheranno gli sguardi delle mamme in veglia sui loro piccoli appesi ad un filo. I loro occhi in cui si celano muti ringraziamenti per il miracolo della vita avvenuto, ancora una volta.

Mi mancheranno i pancioni che sfilano davanti alla sala parto per la visita serale e i pianti dei neonati appena entrati in contatto con l’aria crudele che li circonda. Mi mancheranno i loro occhietti ciechi che  sembrano sbirciare il mondo e i loro pugni serrati ancora sporchi di liquido amniotico.

Mi mancheranno i colori della messa della domenica, le grida alle auction in pediatria ed Ernesto che, come un attore, estrae i numeri del bingo disegnati sui tappi delle sode.

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Mi mancherà il profumo del frangipani e il colore della buganvillea che si arrampica davanti alla mia stanza, fino al tetto. Mi mancherà il ronzio delle api che cecano di farsi la casa in un buco nel muro, proprio sotto la pergola. Mi mancherà il canto del gallo. Mi mancherà il verde intenso della vallata, il giallo ocra della stagione arida.

Mi mancheranno i saluti provenienti del bush, voci senza volti che non ti lasciano mai e sembra ti pedinino per non farti sentire solo…invece ti inseguono per chiedere.

Mi mancheranno queste strade terribili, il fiume di fango che ti cattura, la polvere rossa che penetra attraverso la pelle e permea ogni anfratto del corpo. Mi mancherà la melodia del Mutonga a fondo valle e la pioggia che arriva sempre dallo stesso angolo, preannunciandosi con un profumo inconfondibile di terra dolce e fresca.

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Mi mancheranno le  lunghe chiacchierate stesi di notte sotto al tamarindo per rubare i desideri alle stelle cadenti. Le cene in penombra per evitare che gli insetti si mescolino alle pietanze. Le interminabili partite a briscola (che nemmeno conoscevo prima del mio arrivo qui) e a monopoli. I film del cinema all’aperto, con tanto di popcorn e birra. Le partite a biliardo da Regina. Le passeggiate al Mutonga e a Kathwana, il bagno nel fiume e il chiasso del mercato, i suoi colori. Il matatu torrido e affollato che miracolosamente raggiunge sempre la sua destinazione.

Mi mancheranno tutti gli amici che qui lascio..anche se so che l’amicizia va oltre la distanza e il tempo e non  muore mai, se vera. Mi mancherà quella parte del mio cuore che resterà qui fino al mio ritorno…

Mi mancherà Matiri…

11 commenti:

Anonimo ha detto...

...e a me mancheranno i tuoi scritti Stefy....
Mi hai commosso.
Gius

Anonimo ha detto...

La vita è come un lungo viaggio che bisogna avere il coraggio di percorrere passo dopo passo, anche senza conoscere la strada se non solo dopo averla percorsa. Ovunque c'è Amore, in qualunque parte del mondo si può trovare lo scopo di vita e so che dentro di te di Amore ce n'è tanto. L'Amore è un bagaglio che bisogna avere sempre appresso e, anche se può "pesare", non si deve mai perdere...torna a casa Amore... mamma

Anonimo ha detto...

Cara Stefy, io la vedo così: si chiude una porta e si apre un portone...se è quello che vogliamo. Ti aspettiamo. Ale

Anonimo ha detto...

Stefy, quello che scrivi trasmette emozioni, vedo che deve essere un dono che hai preso dalla tua mamma....
tu sarai speciale ovunque, come lo sei stata a Matiri
chiara g.

Anonimo ha detto...

cara Stefy, sicuramente scriverai altre pagine...di vita...proverai altre forti emozioni..vedrai la luna il cielo..le stelle in qualsiasi altra parte..del mondo..ma ti porterai..sempre dietro..il tuo piccolo zaino di vita e un pezzettino della tua Africa...sara'sempre nella tua tasca sinistra...sinistra perche'..perche'il cuore e a sinistra,la tua esperienza ti ha fatto crescere come nessuno avrebbe mai potuto insegnarti..nessuno..
ti lascio la mia poesia,scritta quando avevo 15 anni..in collegio...dove ho conosciuto persone meravigliose..e ho vissuto anni molto duri e faticosi..

"un filo d'erba appeso ai miei pensieri..liberta'di incontro e di abbracciarti per l'eternita'...
ciao Alessandra.

Anonimo ha detto...

Cara Stefania, il fatto che tu abbia in questo momento, voglia di oceano, di sabbia bianca, di mare, nel momento in cui la gente dell'ospedale di matiri sta vivendo una situazione drammatica,perche' da due mesi non percepisce uno stipendio, e non sa come sopravvivere, credo che sia assolutamente non rispettoso nei loro confronti. Il tuo mandato era quello di potere fare fronte alle reali problematiche del luogo. Non eri in grado di affrontare tutto?, bene, nessuno te ne fa una colpa, ma avere l'umilta'di ammettere di non essere in grado di gestire in modo adeguato la situazione, sicuramente non facile, sarebbe stato un gesto cosciente e responsabile. I camaleonti ti sono grati per il vasto servizio fotografico. Buon rientro. Anna Malaguti

Franca Malaguti ha detto...

RIP Stefania Bergo. Amen.

Mwende ha detto...

Gentilissime Anna e Franca, rispondo solo per fare un paio di precisazioni (forse le vostre fonti non sono correttamente informate sulle vicende del St. Orsola): gli stipendi sono stati regolarmente pagati, salvo un paio di settimane di ritardo, fino a Gennaio 2010, cioè fino alla fine del mio "mandato".
Non ho mai nascosto il fatto di sentirmi inadeguata al mio ruolo e di essere convinta che qualcun altro avrebbe potuto fare meglio di me a Matiri (ma che blog leggete?), ma sono rimasta, 2 anni, proprio per far fronte ai piccoli/grandi problemi quotidiani che l'ospedale si è trovato ad affrontare (ma forse, passando di qui "solo" un paio di settimane all'anno, voi avrete sicuramente una precisa idea di che significhi "affrontare il quotidiano" di Matiri, scusate...).
Ho fatto del mio meglio e ho dato tutto quello che potevo..e questo mi basta per "riposare in pace" ogni notte, grazie. Potete dire altrettanto?
Lasciatemi solo aggiungere una cosa: credo che la vera "mancanza di rispetto" sia "sputare merda" (concedetemi l'espressione dantesca) su chi si rimbocca le maniche e lavora in prima linea, restandosene al contrario al sicuro tra le quattro mura della propria vita senza agire.
Il camaleonte ed io vi salutiamo e aspettiamo di vedere che sarete in grado di fare per il St. Orsola, fiduciosi che non ci deluderete.
Buona vita.

Anonimo ha detto...

Cara Stefy, c'è chi si commuove nel seguire le cose che fai(io), e c'è chi - fammi usare un tuo "francesismo"- "sputa merda" pur di dar sfogo al proprio livore dimostrando, tra l'altro, una scarsa conoscenza delle mille problematiche affrontate e, in moltissimi casi, da te risolte.
Vorrei farti notare, infine cara Stefy, il tempismmo delle ineffabili Anna e Franca che, a distanza di 3 minuti (!) postano commenti velenosi- le cui motivazioni sfuggono ai più - dimostrando di procedere in coppia nel loro intento. (ma sono sedute di fronte o scrivono dallo stesso PC?).Volevano farsi notare? Ci sono riuscite, ma non per il motivo che avrebbero voluto......
Con immutato affetto e stima,
Gius

Anonimo ha detto...

Never free enough.
Gli altri commentano, giudicano, sentenziano,
ma tu ti sentirai sempre e solo never free enough, ovunque sarai e qualsiasi cosa farai.
Hai fallito? Hai avuto successo? Metà e metà? Ma su cosa?
In queste cose non si vince mai, never won enough.
Tu sei cambiata, dentro; gli altri sono invecchiati, sempre dentro.
Buona nuova vita a te Mwende, di sicuro non la passerai troppo dietro una scrivania.
D (dal kazakhstan, giusto per stare dietro la scrivania)

Mwende ha detto...

Grazie D...hai colto la mia essenza, never free enough e sempre on the move..e continuerò così, perchè si cambia (più di quanto si possa credere) ma l'essenza rimane la stessa..continuerò con una nuova compagna di viaggio: la mia Emma ^_^

Un abbraccio....