Due settimane in apnea!!
Due settimane intense, respirando appena. Solo ora rallento e riempio completamente i polmoni, cercando di far affiorare tutti gli eventi che mi sono scivolati addosso, solo apparentemente tangenti alla superficie, alla pelle. In realtà mi hanno attraversato i pori e si sono impressi più in fondo, sebbene fossi distratta…
La magia dei ritorni…
Il matatu di Kithingi ha illuminato il buio oltre il tamarindo mentre Giuseppe, Kanake, Pepu ed io stavamo giocando a poker sotto alla pergola. Ho lasciato cadere le carte sul tavolo e mi sono alzata. La portiera scorrevole, verniciata di fresco, si è aperta mentre trattenevo appena il respiro, come se aspettassi una sorpresa. In realtà sapevo benissimo chi sarebbe apparso. Marco e Ale, saltellanti come coniglietti dal cilindro! Ho incrociato gli occhi di Ale, agganciandoli, mentre saliva i gradini della casa, fino a portarlo nel mio abbraccio. E l’ho stretto forte, cancellando ancora una volta il tempo, come sempre accade quando ritornano gli Amici più cari, contraendo i lunghi mesi trascorsi lontani ad un solo giorno. Accanto a noi, Pepu e Marco consumavano la stessa magia, a lungo. E la notte si è accesa di racconti e regali, di risate e muti sguardi complici sotto un cielo stellato da mozzare il fiato..
Frederick e gli altri bambini di Pepu…
Frederick. Il sorriso con un bambino intorno! Il suo ciao! riempie l’aria anche da lontano. Lo senti ancora prima di vederlo. Fin dal mattino, mentre mi avvicino all’ufficio prima che il giorno sia definito. Lui è già lì sul terrazzo della pediatria che saltella con le sue scarpine nuove, assieme a Mary, la sorella maggiore. E pensare che l’anno scorso era spento e immobile…
Dorothy non crescerà mai, condannata dalla malattia a consumarsi piano. Ma questo sembra non spaventarla, inconsciamente sorridente, dall’alto della sua infanzia. Ha comperato un paio di calzini rossi durante l’ultima asta, uscendo dalla folla con la sua monetina da venti scellini, appena più piccola della manina, stretta tra le dita. Li ha infilati seduta sulle gambe della mamma e ha iniziato a ridere, coprendo anche il chiasso delle signore che litigavano per un paio di jeans. E mai il rosso mi è parso così vivo…
Margareth ha avuto la meningite da piccola. Ora è ancora piccola…ma non cammina più. Dennis e Pepu le fanno fare gli esercizi per mantenere il tono muscolare di un paio di gambine inutili. E lei non fa altro che ridere, come fosse un gioco, mentre la mamma la osserva illudendosi di vederla un giorno camminare di nuovo. Pepu le ha dato un paio di scarpe nuove, l’ultimo paio numero 27, indecisa se tenerle per qualche bambino che ne avrebbe consumato almeno le suole. Ma è bastato vederla la mattina seguente, in piedi, chiusa tra due sedie come fossero uno “stand” improvvisato…è bastato vedere quella luce pulita e intensa in fondo agli occhi della sua mamma…
Men & women at work!
Sto lavorando anche per il mio vecchio studio in Italia. Su un progetto, l’ultimo di cui mi sono occupata prima di venire qui. Un ospedale per stranieri (buffo che me ne occupi proprio io…triste che ancora oggi si ghettizzino le persone) a Parigi. E così i miei ritagli di tempo sono stati ingurgitati e digeriti, disegnando, preparando il bingo per le mamme in pediatria (..e per Giuseppe), organizzando l’asta (durante la quale ancora oggi ogni tanto scorgo qualche mia maglietta, venduta per 10-20 scellini), scattando e stampando le foto per l’NHIF e assicurandomi che Ernesto rintracci tutte le famiglie per farle tornare a selezionarle e compilare i moduli, prendendo contatti con l’ospedale di Emergency in Sudan e con il chief di Kamarandi per ottenere i documenti di Elisabeth che sarà finalmente operata al cuore…
Ma non sono l’unica, spremuta e frullata come un’arancia matura. Giuseppe si è divincolato dalle lunghe file di pazienti in attesa per ritagliarsi un po’ di mare prima di tornare nel grigiore italiano (anche se Roma non si può certo definire una città priva di colore!). Pepu ha compiuto magie, come la fata di Cenerentola, usando le sue mani come una bacchetta da cui si sono dispersi lustrini argentati e conquiste. Marco è tornato al suo legittimo posto tra i trucioli dei workshop e Ale sul suo trespolo in ufficio, riprendendo per mano l’informatizzazione e tutto ciò che era rimasto in sospeso, riavviando il film lasciato in standby per qualche mese, ma come se non se ne fosse andato mai. Kanake è assurto a jolly dell’ospedale, aiutando in ogni reparto, senza chiedere o stancarsi mai…
Due settimane in apnea, conclusesi ieri, con la partenza di Pepu e Maro, con gli abbracci che vorrebbero trattenere e gli occhi lucidi che valgono più di mille parole. Chissà come saranno le prossime!!
Tuonane!!
Era ora che riprendessi a scrivere Stefy! Anche se dire "scrivere" nel tuo caso è un pò riduttivo:mandi SENSAZIONI COLORATE!
RispondiElimina(a proposito di colori, evita di usare il giallo quando scrivi perchè è difficile da leggere!)
ciao,
gius