Alla fine dei sogni
"Alla fine dei sogni" è il secondo libro di Stefania Trapani.
In parte autobiografico, il romanzo ha due protagoniste: Silvia e Michela. Un’amicizia che le unisce da sempre, due sorelle nate solo accidentalmente da genitori diversi. Si assomigliano anche d’aspetto, a tal punto che le si potrebbe confondere. Se non fosse che le loro vite, a un certo punto, si deteriorano per motivi differenti, addirittura contrapposti.
E allora le protagoniste della storia diventano altre due, la malattia, che non lascia scelta alcuna, e una decisione da prendere che appare quasi scontata. Un viaggio inaspettato le porterà lontano, inseguendo una flebile possibilità di salvezza, una medicina miracolosa. Ma proprio quel viaggio le farà scontrare con l’amara realtà. E la speranza si trasforma in rassegnazione, in rabbia. In orgoglio, con un ultimo scoppiettante addio alla vita, il colpo di coda di un’esistenza che avrebbe potuto essere ma che, per disegno del destino, non è stata.
Il finale è inatteso ma sperato. Ed ecco che nelle ultime pagine le protagoniste cambiano di nuovo e diventano l’amara realtà, l’incubo che si materializza, e l’illusione, il sogno di quell’esistenza che non ha avuto la possibilità di esprimersi, di una vita perfetta che tutti noi avremmo il diritto di vivere. A dividere le due, un lungo corridoio, da percorrere con la zavorra ai piedi, con un elastico grave appeso alla schiena e la testa rigida che non ha il coraggio di vedere, perché quello che c’è alla fine del corridoio è terribile. A unire le due, un sorriso.
Il romanzo di Stefania Trapani è delicato e crudo allo stesso tempo. L’autrice descrive con estrema abilità e un linguaggio semplice, immediato, a volte ironico, temi delicati, quasi inviolabili, come lo spettro della morte o la decisione di far crescere o meno una nuova indesiderata vita, che passa dall’essere una presenza aliena ad un piccolo cuoricino che batte. Stefania Trapani riesce a coinvolgere il lettore, portandolo a spasso per i capitoli e quando arriva alle ultime pagine, percorre con Silvia quel lungo corridoio, che forse appare addirittura troppo breve, perché in quel tratto si vorrebbe dare il tempo alla vita di mutare a nostro piacimento. Ma questo accade di rado. Eppure il finale del libro è ottimista, perchè alla fine dei sogni, in quella dimensione dove la realtà tange l'illusione, dove tutto è possibile, dove non ci resta che sorridere perché tutto va esattamente, naturalmente, come dovrebbe andare, in un mo(n)do o nell’altro c’è una vita meravigliosa che ci aspetta.
Della stessa autrice: "Portata dal vento"
Grazie :-)
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