Uno dei tanti "primo giorno"
Devo ammetterlo. Questa mattina, mentre aspettavo di richiamare Emma dalla terra di Morfeo, ho avvertito uno sfarfallio d'ali alla bocca dello stomaco. Lieve, cadenzato. Quanto basta per realizzare di essere emozionata. L'ho guardata dormire, poco prima di svegliarla, e mi sono intenerita pensando a quanto in fretta sia volato il tempo. Eppure, era solo ieri quando l'ho portata finalmente a casa con me, quando temevo di non essere nemmeno in grado di cambiarle il pannolino. Era una ranocchia di un paio di chili appena. E oggi inizia per lei una nuova avventura. Dopo aver imparato a respirare, a camminare, a parlare, a disegnare, a mangiare da sola, a fare pipì nel vasino, questo è stato un altro "primo giorno". Il primo giorno di asilo.
La sua scuola è per me fonte di memorie, oltre che di aspettative. È la stessa scuola dove anch'io ho trascorso la mia prima infanzia. E ne ho un bellissimo ricordo, sebbene tutto ora appaia più piccolo, compatto. Ricordo l'armadio delle caramelle, il refettorio che allora era disseminato di tavolini ottagonali o, nel pomeriggio, di brandine con ruvide coperte di lana gialle o verde menta, gli sgabelli a forma di fungo, le aule per i più grandi dove ci facevano "punzecchiare" piccoli fogli di carta per ritagliarne le figure disegnate. Ora l'asilo è invaso di colori: nel nome, sulle pareti, tra i bambini.
I primi passi di Emma, sebbene timidi, sono stati nella giusta direzione. Ora spetta a me retrocedere, lentamente, per permetterle di acquistare autonomia e poter crescere, conquistare un altro gradino della sua lunga scala. Forse è la parte più difficile. Non c'è nessuno che mi prenda per mano e mi distragga con un gioco mentre lei vive la sua vita di bambina. Anche senza di me, a volte. Come ha detto la sua dolcissima maestra, devo avere fiducia in lei, nella mia cucciola che sa sorprendermi ogni giorno. E farle capire che il suo "resta sempre con me" sussurrato al mio orecchio mentre mi stringe, ha sempre la stessa risposta, anche quando apparirà il contrario. "Si, amore mio".
![]() |
Febbraio 1977 |
Nessun commento