Quando diventi mamma...
Quando diventi mamma, dormire una notte intera รจ un dono insperato, in grado di scatenare pure dei sensi di colpa. Per non parlare poi del tuo aspetto trasandato di donna perennemente in pantofole, scapigliata e con quell'inconfondibile odore di latte inacidito spalmato addosso.
Quando diventi mamma, ti commuovi per uno scarabocchio indecifrabile in cui ti sforzi di riconoscere una sagoma umana e i dettagli del tuo vestito. E scopri in te doti teatrali inaspettate, a tal punto da convincerti di rimirare l'opera prima di Picasso redivivo (chissร la sua mamma, a proposito, che avrร pensato davanti ai suoi primi disegni...).
Quando diventi mamma, il saggio di danza diventa la prima di Giselle all'Operร National de Paris e la partita del sabato pomeriggio immagino sia magica quanto la finale di Champions.
Quando diventi mamma, la tua casa sembra un campo di battaglia, perennemente invasa da giocattoli sparsi sul pavimento, disegni appesi al frigorifero e ai mobili di casa, figurine appiccicate sui vetri, ditate di colore sui muri appena imbiancati, soprammobili e stoviglie a soqquadro trasformati in ulteriori balocchi di cui, evidentemente, tuo figlio sentiva la mancanza. E allora invidi tanto la dea Kali e le sue braccia o quella paraculo di Wonder Woman (usasse le sue doti per pulirti casa, invece di andare a salvare il mondo...).
Quando diventi mamma, la tua borsa farebbe invidia a Mary Poppins. Riesci ad estrarre macchinine e matite colorate, le varie poesie scritte su foglietti ormai logorati dal tempo e dalle lacrime e che conservi in modo maniacale, un intero cambio d'abiti (ovviamente non per te), farmaci per le emergenze (sempre non per te), briciole di biscotti evasi dal pacchetto lasciato aperto, sassi e bastoncini accumulati in modo seriale come trofei dopo le passeggiate al parco, libretti da viaggio con tutte le favole dei fratelli Grimm concentrate in una mano, orde di fazzolettini umidificati/disinfettanti per tutte le esigenze (... e sono davvero tante). E come la piรน comune legge di Murphy che si rispetti, le chiavi di casa o il bancomat riescono sempre a nascondersi dietro tutto, costringendoti a ingorgare i clienti alle casse del supermercato o a sfruttare le tue potenti doti ginniche per aprire il cancello di casa senza appoggiare a terra le borse della spesa (almeno tre) e il pargolo (sempre stanco nel momento del bisogno... il tuo) e mantenendo in loco l'ombrello (perchรฉ per la legge suddetta, รจ sempre prevista anche la giornata di temporale annessa).
Quando diventi mamma, costruisci meravigliosi castelli di mattoncini colorati o salvadanai con le bottiglie di plastica, organizzi spettacoli teatrali per la giraffa Alga e il cane Tobia, reclutando Topo Gigio e la Carota dell'Ikea come attori principali del solito copione che al pubblico era piaciuto tanto (che tu ovviamente non ricordi, ma non ti puoi permettere di sbagliare, altrimenti il fiasco รจ dietro l'angolo ed รจ un attimo rovinarsi la carriera).
Quando diventi mamma, ti sorprendi dei successi di tuo figlio e ti chiedi se sia davvero cosรฌ straordinario o se tutti i bambini lo siano. Domandandoti, in fondo, "che cambia?".
Quando diventi mamma, il tuo fisico morbido e stanco si trasforma in una potente barriera protettiva con la quale vorresti difendere tuo figlio per sempre. Affili le unghie e alzi la voce nella speranza che il mondo indietreggi. Ma poi ti rendi conto che tuo figlio cosรฌ non crescerร mai e fingi ottimismo e fiducia, incoraggiandolo a proseguire sulla sua strada, come quando gli hai insegnato a camminare, fingendo di non essere in ansia per i suoi piccoli piedini incerti. Ma l'attenzione non cala, la tensione delle corde di violino ti fa un baffo, e come una gatta ritrai le unghie solo momentaneamente, riservandoti di balzare sulla preda da lontano (lontano... neanche piรน di tanto... una mamma รจ sempre nei paraggi...).
Quando diventi mamma, ti possono saltare nel giro di una manciata di linee di febbre (mi ripeto, non le tue) gli appuntamenti importanti, come i matrimoni delle migliori amiche o la riunione aziendale col gran. figl. di put. Direttore Generale che ti aspettava per darti la promozione (che ormai dovrai aspettare tu, un altro lustro). L'organizzazione della tua vita รจ in balia degli eventi (di tuo figlio) a tal punto che รจ piรน facile prevedere quale nuovo pianeta entrerร nel sistema solare secondo la legge quantica cosmica di Zichichirichรฌ piuttosto che dare per certa la tua presenza alla lezione di danza con le amiche.
Quando diventi mamma, l'universo si ridimensiona. Ma questa volta Zichichirichรฌ non c'entra. Tutto รจ a misura di tuo figlio. I suoi sorrisi diventano i tuoi. Le sue lacrime diventano i tuoi pianti.. sia per l'empatia amplificante che ci contraddistingue geneticamente, sia per la modesta disperazione del momento, perchรฉ devi portare un umettante abbraccio a chi ne ha davvero bisogno, interrompendo per l'ennesima volta il lavoro che avresti dovuto consegnare ieri, per non parlare dell'aspirapolvere che si sta logorando per il continuo funzionamento ad intermittenza... un po' troppo intermittente.
Quando diventi mamma, devi cucinare quando vorresti leggere (o scrivere), consolare quando vorresti dormire, lavarti in una manciata di secondi, sorridere. La tua pazienza supera i limiti umani e scatta l'upgrade a Donna 2.0. E quando tutta la tua vita di prima ti scorre tra i ricordi e quasi quasi sei a tanto cosรฌ dal pensare "perchรฉ?", arrivano gli intensi occhi della tua bambina, le sue raffiche di parole che fatichi a seguire, le sue manine delicate che ti sfiorano una guancia (ed eventualmente asciugano una lacrima... anche solo virtuale) e poi proseguono dietro il tuo collo per abbracciarti forte. E allora ti rispondi, "ecco perchรฉ!". Basta il suo odore ad inebriarti e anestetizzare tutto il resto...
Certo, questo รจ solo il mio modo di diventare mamma... voi come vi siete trasformate?
Tanti auguri, mamme del mondo!
Nessun commento