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Where is my Christmas?

Caduta da dieci piani, mentre tra i tetti dei palazzi cercavo di equilibrare il mio peso con un ombrellino colorato attraversando una fune sospesa. Caduta ad un passo dall’arrivo. Caduta. A faccia sotto. Caduta. E sento le ossa sbriciolate. Non posso respirare (ma forse è solo la febbre..). Allargo la cassa toracica ma è un soffietto bucato. Ho bisogno di aria fresca..

Non ho una definizione per questa settimana. “Pesante” la offende, non è abbastanza. La mia funesta palla di domopack mi è esplosa in faccia e l’unica ferita sono io. Dopo l’ennesimo meeting con il personale mi sento sconfitta, demotivata. Quasi tutti continuano a chiedere ma sono sordi alle risposte che non li aggradano, senza poter (voler?) capire che spesso i NO sono dolorosi ma inevitabili, come succede tra genitori e figli. Senza dimostrare la minima riconoscenza verso chi mette in gioco tutta la propria vita (per scelta, certo) qui e a casa, senza aspettarsi glorie o ringraziamenti…ma di certo sorprendendosi di realizzare che non è mai abbastanza e come tale è NIENTE (…beh ora sono ingiusta..qualcuno di loro è davvero splendido..come Dennis, il fisioterapista, che salta la pausa pranzo se deve trattare qualche paziente che viene da lontano e non può aspettare altrimenti perde il trasporto..). Io non so accettare questa incomprensione. Ma forse, come cinicamente mi ha fatto notare Ale, da sempre c’è incompatibilità tra “datore di lavoro” e “lavoratore”, combattenti schierati sulle due sponde di un fiume non guadabile. Alla fine per tutti loro il St. Orsola è solo un posto di lavoro come un altro. Ed io sono il dir. lup. man. farabut. gran. figl. di putt. S. Bergo, con la sedia in pelle umana, che non aumenta loro lo stipendio. Nemmeno lo notano quanto amo questo posto e quanto sto cercando di fare pur di continuare ad alimentarlo. E non certo da sola. Mi vergogno per loro per non essere riconoscenti ad ognuno dei volontari che ogni giorno lavora per l’ospedale. E non è necessario ringraziare. Basterebbe che facessero il loro lavoro, propriamente. Insieme a noi..

DSC03490Ma poi, tra il fumo della mia rabbia, intravedo un disegno. E ricordo perché siamo qui, per chi stiamo giocando questa partita a luci spente. Non per loro, per i dipendenti che sono, con noi, artefici della gara DSC03954( anche se spesso remano contro). Ma per i pazienti. Per Morethi, che cammina con le stampelle di ferro e trascina le gambe aperte come una giraffa che si abbevera; per Eveline Joy che sorride da discola DSC03877furbetta sfuggendo lo sguardo; per il frugolo sottopeso al calduccio nell’incubatrice; per Ester che andrà in Sudan a Gennaio; per Julius che grazie all’NHIF non ha più bisogno di aiuto ma può nuotare da solo; per la mamma arrivata questa notte da Marimanti con il suo bambino podalico in fin di vita (che Aldo ha strappato all’oblio con la ventosa!); per le famiglie che fanno la fila davanti alla porta di metallo verde del magro Centro Nutrizionale; per Moses, il vecchietto della 5 con i capelli bianchi, che sorride col suo unico dente cariato e prova ad indossare i jeans che gli abbiamo regalato infilandoli nelle braccia, come una camicia, e poi esce dall’ospedale con la sua tuta nuova e torna nella solitudine della sua capanna dimenticata; per tutti gli occhi scuri che si incrociano nei corridoi dell’ospedale e sanno strappare lacrime e sorrisi...

Ultimamente mi hanno scambiato per Babbo Natale (ma sono ingrassata davvero così tanto? O sono i capelli bianchi a confondere….mah!). Bussano alla porta del mio ufficio e mi chiedono where is my Christmas? e io rispondo che non è ancora arrivato, che il 25 Dicembre è la prossima settimana!! ^_^ E poi ridiamo insieme...

Io lo so dov’è il mio Natale, il mio regalo…è qui sotto all’albero…sotto al Tamarindo…

3 commenti:

  1. Ho appena finito di leggere..capisco bene la tua delusione..è mortificante..offensivo pure per me! Quando arriva Cristian?..è come in una vecchia canzone: "Se sei buono ti tirano le pietre, sei cattivo ti tirano le pietre, qualunque cosa fai, ovunque tu vedrai che sempre pietre in faccia prenderai. Sarà così finchè vivrai, sarà così!", siamo esseri umani ma qualche volta siamo bestie umane! NON DEMORDERE PERO'..proprio per quei sorrisi che vedi in pediatria..e ricorda che anche sotto l'albero di Natale, di plastica, di casa tua c'è sempre un regalo meraviglioso per te: tutto il bene che ti vogliamo (scartato perchè non ho trovato carta abbastanza grande per impacchettarlo). Mamma e papà. BUON NATALE A TUTTI !!!!!!!!

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  2. ...grandioso Aldo!!!!!!!!!!!!!!!...Giannina

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  3. sono proprio imbranata, ciao stefania, avevo scritto una lettera per te,ma vedo che è andata persa... non amo per niente questa macchina infernale chiamato pc....! volevo ricordarti che sei una bella persona e che tutte le persone che ho conosciuto in agosto quando sono venuta a matiri sono nel mio cuore.
    i tuoi genitori, che ho conosciuto in occasione del pranzo con aphfee (scritto bene?), hanno ragione e condivido il loro modo di spronarti ad andare avanti a non demordere...
    un fortissimo abbraccio ed un sereno 2010 a tutti
    raffaella

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