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Promesse....

È piena l’aria, delle promesse fatte in questa settimana...le parole fluttuano verso l'alto e aspettiamo solo che tornino a noi mutate, concrete come fatti e non più leggere...



La pioggia.

La stradina che collega la casa del tamarindo all’ufficio profuma di funghi. La pioggia è vicina, ho pensato, mentre andavo a ritirare dalla stampante la nuova lettera che devo spedire al chief engineer del roads project. E infatti, ora diluvia. Fuori e dentro la mia stanza, as usual. Ma la goccia che delicatamente mi logorava i nervi la scorsa stagione ora è un rigagnolo, una cascatina che dal soffitto cola e allaga il pavimento sotto al mio letto. Ormai piove tutte le notti. Qui, sotto alla pergola, la pioggia penetra sotto la pelle. Maglietta, felpa e kikoi non bastano ad evitare i brividi. Eppure, solo oggi si respirava acqua calda annaspando nel sole. Ma il profumo di funghi era una promessa. E il cielo l’ha mantenuta. A volte me ne sto in silenzio e ascolto la pioggia, quasi avesse qualcosa da raccontare…


La strada.

Cianji è l’ingegnere responsabile del raods project per il Tharaka, il progetto che asfalterà le strade sassose ed impraticabili di questa vallata. È quasi un insulto, vero? Incollare strisce di plastica nera che si sciolgono al sole e puzzano, interrompere l’armoniosa continuità del verde della natura, appena sporcato dal rosso della strada polverosa di terra, strappare alberi e cespugli dalla madre terra per far spazio al progresso. Eppure è inevitabile. E auspicabile. L’assenza di strade asfaltate, o almeno facilmente percorribili senza che l’auto debba scalare il suolo, è un limite che spesso lega alcuni pazienti alle loro capanne senza dare loro la possibilità di salvezza. La carenza di trasporti che servono l’ospedale diventa vitale quando il tempo non è dalla propria parte e trovare un passaggio in poco tempo fa la differenza. Sono questi i motivi per cui sto cercando di ottenere la strada asfaltata a Matiri, anche se più romanticamente, pensando ad una favola, difenderei la natura selvaggia. Cianji mi ha promesso che farà di tutto, seguirà personalmente il caso pur di aiutarci. Le sue promesse sanno di buono, ci si crede solo per il modo in cui pronuncia le parole. Con autentico trasporto, senza esagerare nel mettere i piedi uno avanti all’altro ma assicurandosi la stabilità del terreno prima di procedere..beh, trattandosi di un responsabile della costruzione di strade direi che è quanto meno auspicabile che sia così!



Il servizio televisivo sul St. Orsola.

Oggi John è uscito con Shimali, alla clinic mobile di Gachajne.

John è un giornalista di un paio di tv locali (e per locali credo intenda tutto il Kenya), K24 e Nation TV. È qui per occuparsi della regione del Tharaka e della zona di Chuka, responsabile di servizi e interviste. E mi ha chiesto di poter fare un servizio sull’ospedale. Bene! Mi ha intervistato ieri mattina, rubando minuti tra una telefonata ed un impegno irrimandabile. Con il mio falso inglese fluente ho raccontato, guardando di tanto in tanto la telecamera, la storia dell’ospedale, come è nato, chi l’ha voluto, chi lo mantiene, quali sono i servizi offerti al di fuori dell’edifico, il suo bacino di utenze. Non ero nemmeno in uno dei miei giorni migliori (che già sono pochi!). Avevo i capelli raccolti come un’educanda penitente, sugli occhiali uno spesso strato di unguento balsamico antizanzare ormai non eliminabile, i jeans per bene comperati a Monaco (con i risvolti rigorosamente sporchi di terra rossa) ed una maglietta bianca. E il panico da primo esame che mi tormentava le mani, facendole muovere come farfalle impazzite. Ma John sembrava entusiasta e mi imbeccava indicandomi in silenzio di proseguire, con un cenno d’approvazione e di incoraggiamento. Beh, decisamente il mio posto è dietro qualsiasi obbiettivo, non davanti! Ma se in questo modo riesco a rubare una promessa di notorietà al St. Orsola, una notorietà che forse significa aiuti concreti, allora posso anche vincere l’imbarazzo e l’imperfezione e sorridere ad un diaframma che si schiude curioso…



La lettera di esenzione dalle tasse e la visita del presidente Kibaki.

Il maggior fornitore di promesse della zona è sicuramente l’MP del Tharaka.

Ha promesso di occuparsi della richiesta di includere la nostra strada nel progetto asfalto e dice di aver già ottenuto un risultato..ma questo è ancora da confermare. E poi, con presunzione, posso dire una cosa? La battaglia per la strada è stata combattuta sul campo da me, da noi piccoli insignificanti volontari, api operaie. È comodo arrivare a piatti lavati e annunciare la vittoria come fosse dipesa da chi nemmeno ha pensato a quello che in realtà è un suo compito. Ma non importa, sono qui per fare, non per avere riconoscimenti (anche se qualcuno pensa il contrario…). L’importante è che almeno questa promessa sia stata mantenuta. Evviva!!

Ha promesso di seguire personalmente la lunga e travagliata procedura per richiedere la lettera di esenzione dalle tasse per il nostro container, per risparmiare quasi 5 mila euro di inutili commissioni su articoli semplicemente donati. Le sue ultime parole sono state sono qui, proprio ora, al ministero delle finanze…e poi ha spento il cellulare…

A lui ho anche chiesto di far arrivare fino a noi il presidente Kibaki. Lui sarà in visita a Chakariga venerdì, vicinissimo, Sonia ci andava a piedi ogni lunedì per raggiungere il mercato. Ma può aggiungere una decina di km al suo viaggio solo per un impegno ufficiale, come un’inaugurazione. Beh, possiamo chiudere e riaprire l’ospedale, no? Ma che c’è di più ufficiale di una visita del presidente del Kenya ad un ospedale costruito e donato da amici italiani, che funziona, che è l‘unico aiuto sanitario per un bacino d’utenza di 150 mila pazienti? Semplicemente per prenderne atto..e magari berci qualcosa insieme programmando il suo futuro come genitori previdenti….



Promesse...impalpabili come polvere...attese come la pioggia...

Mama buega...

1 commento:

  1. ...continua così, con gentilezza ma con forza e tenacia. Non scoraggiarti se dovrai sollecitare più di una volta il realizzo delle promesse ricevute. Tu insisti più che puoi e vedrai che, anche presto, il tuo passionale interessamento otterrà i risultati desiderati. Dio mio, Stefania, che grande soddisfazione poter dire : "Ho contribuito anch'io a....." Buon lavoro tesoro, ti vogliamo tanto bene...mamma

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