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Stelle cadenti? No, grazie!

Ho fatto il mio solito giro in ospedale questa mattina. James รจ venuto ad avvisarmi che alcune persone chiedevano di me. Si, lo sapevo, le aspettavo. Quattro uomini, tutti della stessa famiglia. La famiglia di un bambino di soli 6 anni con una cardiopatia. Sono arrivati ieri sera, da lontano, e hanno dormito su una panchina sotto al portico dell’ospedale, per portarmi tutta la documentazione medica di Ronny. Il mio compito, grazie all’aiuto di Sonia e Sara, รจ ora quello di inviare il tutto in Sudan, all’ospedale di Emergency. Lรฌ offrono assistenza gratuita ai malati con problemi cardiaci bisognosi di intervento chirurgico, sostituendo valvole e correggendo malformazioni. L’unica cosa a carico del paziente รจ il viaggio….il viaggio. Un viaggio aereo per due persone che nessuno dei nostri pazienti potrebbe mai permettersi. E quindi, ancora una volta, dovremo darci da fare per racimolare i circa 700 euro necessari a far arrivare Ronny e lo zio al traguardo della salvezza, senza strozzare troppo presto una vita sfortunata dalla nascita. Non ci resta che aspettare una risposta da Khartoum e poi affronteremo tutti i piccoli grandi problemi legati al passaporto, al visto di ingresso in Sudan, a prenotare un volo aereo. Sperando solo di avere il tempo come alleato…



Eveline Joy. Un nome che descrive un sorriso. Il sorriso della mia piccola pipiripicchia! Il sorriso che mi accoglie quando varco la porta dell’asilo, la stanza destinata alla fisioterapia dove Nicoletta raduna tutti i bambini che hanno bisogno di essere trattati per avvicinarsi ad una vita normale. Oggi era seduta con le gambine tese e giocava con un bicchierino di plastica. Ai piedi, le scarpine blu scuro portate dall’Italia da Pepu, cosรฌ come le indossavano Dorica e il nuovo bambino, impaurito, che non ride mai. Mi sono accovacciata vicino a lei, chiacchierando in italiano con un tono allegro della voce, quasi una cantilena che a lei piace. E ho ritrovato il suo buffissimo sguardo, di bambina furba che sa quando essere imbronciata e quando ridere. Che conduce il gioco, insomma, lasciandoci credere di esserne i protagonisti. La adoro, รจ la mia coccola del momento! Le ho preso le manine e l’ho fatta passeggiare un po’. Beh, per ora accenna solo i passi, non ha la forza di camminare da sola, si appoggia a chi la sorregge. Alza la testolina e poi sorride. Nicoletta dice che un giorno anche Eveline Joy camminerร , come Rita. E io ci credo. In fondo, solo una settimana fa non faceva altro che piangere e gridare, stringere le mani insieme rifiutando ogni contatto quasi non volesse essere condotta altrove, al di fuori del suo angolo di solitudine..


Vado a dormire, รจ tardi. Sento il tuono in lontananza, non ci sono stelle luminose stasera. Non ho speranza di scorgerne una cadere ed esprimere un paio di desideri. Ma sono felice. Felice che Ronny ed Eveline Joy non siano due astri in discesa….

Tuonane pipiripicchi!!

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