Il blu che non è un colore
"Il blu che non è un colore", di Tamara Marcelli.
Un colore che non è un colore. Un libro che non è un libro.
È un condensato di emozioni. Rinchiuse nella metrica di una poesia o libere di
fluire dall’animo dell’autore, senza filtro, nel monologo teatrale.
Nelle 10 poesie le emozioni sono in simbiosi con la natura,
da essa prendono l’irruenza, come nervose onde del mare, i suoni, come il dolce
e rassicurante fruscio del vento, e i colori. Come il blu. Emozioni che si
possono ricondurre a momenti, anche dimenticati, della nostra vita, fatti
riaffiorare dalle delicate parole dell’autore.
Il monologo teatrale è in realtà un dialogo tra i due volti contrapposti
della protagonista, Tara. Una Tara timida e remissiva che, pacatamente, cerca di dare una spiegazione agli eventi e
grida, ma sottovoce, il suo bisogno di farsi amare. L’altra, invece, cinica e
arrabbiata, grida davvero. Grida la collera per la sua debolezza e l’omologazione
forzata, la superficialità degli uomini, il suo disincanto per i buoni
sentimenti, sogni ridotti a brandelli a suon di sberle emozionali, il suo
bisogno di amarsi. I due volti si ricongiungono nell’epilogo, in una nuova Tara
finalmente autentica, senza irruenza o rassegnazione. Una Tara che balla sulla
sua musica..ancora una volta nel mare, nel vento. Nel blu.
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