Einstein aveva ragione!!
Ho comprato 365 piedi di assi di legno per il tetto di Judith. Sono andata al negozio di Grace dopo le 5 con Faustino e Mila e abbiamo scelto le migliori. Non avevo mai comperato del legno, non lo avevo mai selezionato. La parrucchiera del salone di fronte sbirciava divertita dalla porta mentre chiacchierava con la sua cliente e cercava di stirarle i capelli col phon. Qualcuno dello staff (Agata, Alfred ed Ezechiele) che passava di lì mi ha salutato mentre tornava a casa dopo il lavoro. Ho persino contrattato con Alfred il prezzo dei fogli di metallo vecchi rimossi dal tetto della casa del tamarindo, mentre ero lì. Lui li vuole comperare per il suo pollaio. Io li voglio vendere per pagare un'altra assicurazione sanitaria. Ci metteremo d'accordo!
La strada che mi ha portato al negozio di Grace è molto più lunga di quella che sembra. Arriva quasi a Kamarandi, alla capanna di Judith. Una strada di polvere percorsa sotto il sole quasi ogni giorno portando un carico prezioso, un nuovo figlio. A casa l'aspettano gli altri cinque e un marito che la maggior parte delle volte si occupa solo di rinforzare la parete del suo stomaco con della birra calda. Eppure è stato così gentile quando ci ha regalato i due piccoli polli. E ancora di più quando ha sostituito quello scomparso, forse mangiato da qualche animale. La capanna dove dormono ha un'unica stanza. I letti sono giacigli di stuoie sul pavimento o su strutture di legno alte qualche centimetro da terra. Senza materassi. Ogni tanto dal tetto si staccano fili di paglia e si sgretolano i ramoscelli ormai troppo vecchi e secchi per reggere ancora. Chissà quanti vivono così, forse anche in peggiori condizioni. Non è difficile da queste parti. Ma io non posso aiutare tutti, non ci riesco. E di sicuro non ho la presunzione di volerlo fare. Ma conosco Judith...e il suo bisogno. So che significa dormire con una goccia continua nel letto! Nel suo caso potrebbero essere troppe le gocce per riuscire a dormire...
Ho chiesto a Josec e Faustino di accompagnarmi a casa di Judith, domenica mattina. Sono venuti anche Andrea ed Elias, sempre dello staff. Alle 8 eravamo già pronti per partire. E per una volta, la sveglia non mi è parsa così insopportabile. Siamo saliti in macchina e in poco meno di 20 minuti siamo arrivati davanti alla casa del cognato di Judith, quello ricco. Abbiamo lasciato la macchina e continuato a piedi, attraversando il fiume in secca. I bambini ci hanno salutato come vecchi amici, non più timidi. Faustino ha preso il metro e ha iniziato a misurare la capanna. Ma poi mi ha spiegato che la cosa migliore è costruirne un'altra per i bambini, perchè rimuovere il tetto esistente e sostituirlo con uno di lamiera è sicuramente più dispendioso in termini di tempo e risorse. Così in futuro avranno due stanze da letto, una con doccia annessa e l'altra all'asciutto! Vedere Faustino, Elias e Josec lavorare per tracciare le dimensioni della nuova capanna mi ha trasmesso una calda emozione. Ognuno stava contribuendo con il suo verso ad una poesia più ampia. Judith non ha resistito, malgrado i miei scoraggiamenti, e ha preparato almeno della cioccolata calda. Mentre ne bevevo una tazza colma, mi sono raccomandata con il marito di costruire la capanna in una settimana. La pioggia è proprio dietro l'angolo e non deve sorprenderci. Così, oltretutto, per qualche giorno sarà impegnato! E quando finiremo il tetto festeggeremo, mi ha promesso. Si, festeggeremo...perchè ogni piccola cosa qui è tutt'altro che banale. E' un evento da vivere con la meraviglia di un bambino che sbircia dentro una borsa di plastica e ci trova delle matite colorate.
Tornando a casa, ci siamo fermati a bere una soda da Regina. Io ancora cullavo la bella sensazione afferrata appena un'ora prima. Sensazione che non mi lascerà più. L'Energia sprigionata da una piccola entità (un gesto, un sorriso..una mano tesa) che appare insignificante può rivelarsi immensa...dipende tutto dalla costante di conversione (il cuore?)...

Nessun commento