Tecnologia, foto e olio di gomito!
E' tutto il giorno che sono sola. Gli altri sono andati tutti al Meru Park per un safari mordi e fuggi, saranno di ritorno per cena. Arriveranno anche gli oculisti da Nairobi e la casa si popolerà tutto ad un tratto!
Anche ieri i ragazzi hanno dipinto una stanza, mentre io giravo per l'ospedale ed il compound in cerca di magagne da risolvere. Ho chiesto a Stanley di pulire tutte le canaline e le lampada del ward, almeno la manutenzione straordinaria sarà completa e valorizzerà i letti nuovi e le uniformi arrivati col container. Ho accompagnato Raffaella, Lorena ed Elisa in sala parto e le ho presentate a Lorentz, che era di turno (...che nostalgia della mia Ori...). E poi le ho lasciate sole, ancora un po' incerte e caute sulle gambe, a gestire il loro primo parto a Matiri. E sono tornata al mio computer, a sistemare le spese della casa che stranamente, malgrado i quasi 2 mesi d'assenza, quadrano ancora!
Al mio ritorno dall'Italia ho trovato una manciata di monitor nuovi, comperati sempre con i soldi versati da Adobe, attraverso ISF, per l'informatizzazione dell'ospedale. Sembrano dei cartoni animati, piccoli. Ma risolvono il problema del poco spazio a disposizione, come alla cassa e negli ambulatori. E' stato strano notare la disinvoltura con cui ora tutti gli infermieri e sister Jyothi inseriscono i dati nel computer, maneggiando la nuova tecnologia come fosse lì da sempre.
Nel tardo pomeriggio, da Nairobi, è tornato Josec, portando con sè Romano, il tecnico di Dream, e la parabola nuova. Quella vecchia, ormai quasi obsoleta (ma perchè anche la tecnologia qui non prende i ritmi africani?) dopo soli 5 anni di installazione, si era rotta poco prima che Ale ed io tornassimo in Italia. Sembra incredibile che ormai non si possa più fare a meno di una connessione che ci leghi al mondo fuori di qui. Eppure, fino a pochi anni fa, si inviava solo qualche messaggio...se il cellulare riusciva ad entrare nel cono di trasmissione degli scarsi ripetitori della Safaricom! E così, mentre gli altri sono andati da Regina per un aperitivo e un po' di biliardo, io sono rimasta con Benjamin, Romano e Kenneth per programmare il lavoro di istallazione fatto oggi. Proprio ora, infatti, Romano sta cercando la giusta direzione per trovare il segnale e metterci di nuovo on line e stando qui, sotto alla pergola, si può sentire in lontananza la musica metallica dei bit pescati...quasi un messaggio che arriva dalle stelle...
Ho scattato decine di foto per documentare tutto in tempo reale (beh, con la connessione a disposizione il tempo reale è un eufemismo!!) ad Ale che, da casa, scambiava informazioni con Kenneth per la corretta impostazione dei parametri (uff..magari fosse stato qui...sarebbe stato attivo, non come me, dietro ad un obiettivo incapace di prendere parte al gioco).
Ho scattato anche le foto a Kevin e alla sua mamma, serviranno per la documentazione dell'assicurazione sanitaria che Viorica pagherà per loro. Ernesto ha dato appuntamento anche ad altre mamme per lo stesso scopo e così l'ospedale è diventato per un po' uno studio fotografico. Con i soldi raccolti da amici e anonimi possiamo assicurare altre 25 famiglie. Sa di buono, vero?
Ho scattato anche le foto a Kevin e alla sua mamma, serviranno per la documentazione dell'assicurazione sanitaria che Viorica pagherà per loro. Ernesto ha dato appuntamento anche ad altre mamme per lo stesso scopo e così l'ospedale è diventato per un po' uno studio fotografico. Con i soldi raccolti da amici e anonimi possiamo assicurare altre 25 famiglie. Sa di buono, vero?
Questa mattina, proprio mentre cercavo di inviare le prime foto, Rita è passata alla casa del Tamarindo a salutarmi....e a portarmi un nuovo problema! Un paziente, un ragazzino, con un cancro ed un gozzo pronunciato sul lato sinistro del collo. Ha un appuntamento al Kenyatta lunedì per iniziare la radioterapia. Un trattamento che non potrà pagare..che non possiamo pagare nemmeno noi. E questo fa male, fa sentire impotenti. Ho pensato all'assicurazione sanitaria anche per lui. Forse non coprirà tutte le spese, ma tra quella, un po' del nostro aiuto e del sostegno della comunità forse potrà farcela se riesce ad aspettare altri 3 mesi...ma, come dice Rita, è vissuto così 4 anni, non può non sopravvivere un altro po' in attesa di rinforzi!
(...tutta questa tecnologia...e la vita rimane ancora legata ai soldi...com'è triste....)
Tuonane ro..
PS: la Nairobi fly mi ha dato il benvenuto!
Leggendo casualmente il tuo blog, una domanda sorge spontanea: chi rappresenti?
RispondiEliminaSei una volontaria che si reca in Africa per dare il suo contributo Alle popolazioni bisognose (e con quale ruolo?)o, da quanto mi sembra di avere capito, sei una persona che soggiorna li' per alcuni mesi, forse retribuita da qualche associazione, o non so, ma che in tutti i modi sta in loco?
Se sei una volontaria, come le persone che conosco e che fanno volontariato nel terzo mondo, non so come tu possa avere tutto questo tempo "libero" per continuare a scrivere i tuoi "diari".
Se "lavori" per un'associazione, mi auguro che l'associazione abbia altre alternative e fonti per poter fare fronte ai veri problemi del luogo.
Io posso capire che una persona possa tenere un diario personale, per poi rileggerlo e "godere" di quelle esperienze, ma che una persona voglia fare partecipe il mondo con un diario che, scusa, ma trovo veramente banale, infantile, inutile e patetico,3 crede, illusoriamente,di avere una vena letteraria e fotografica,lo trovo veramente ridicolo.
Se hai 20 anni, forse sei anche scusabile.
Dei container ne arrivano tutti i giorni, in tutti i posti del mondo, soprattutto nei paesi del terzo mondo, carichi di tutti gli strumenti indispensabili donati da gente interessata a fare del bene, ma non ho mai sentito queste "saghe" per l'arrivo di un container.
Per voi e' un avvenimento cosi' "fuori dalla norma"?
Sembra che sia un avvenimento "eccezionale".
E' patetica questa cosa. Siete ridicoli.
Questo e' un mio pensiero personale dato che, oltre a conoscere gente che fa volontariato, sono anche io un volontario che ha lavorato per mesi sia in Africa che in sud America.
I tuoi diari mi sembrano diari di una bimba di 14 anni che affronta un'esperienza nuova e che crede di poter trasmettere le sue emozioni a tutti, ma che non si rende conto che l'Africa e' tutta un'altra cosa.
Ti auguro di vivere questa esperienza per te,e non volere trasmettere al mondo intero le tue banalita'.
P.S.So perfettamente che ognuno e' libero di scrivere su internet quello che vuole.
Ma risparmiaci!!!
Scrivi le tue baraccate notturne italiane, forse sei piu' credibile.
Centioniao. Paolo
Caro Paolo.
RispondiEliminaRispondo al tuo commento non certo per giustificarmi, non ne ho bisogno,perchè, come hai giustamente detto tu, sul mio blog personale scrivo quello che voglio. Tu sei altrettanto libero di non leggere, non sei costretto a torturati con le saghe dello sdoganamento del container.
Non credo certo di avere una vena letteraria o fotografica, altrimenti scriverei libri o girerei il mondo per qualche reportage.
Premesso che i "problemi del luogo" non li puoi conoscere non essendoci mai stato qui e, come ti sarai accorto, l'Africa non è tutta uguale, non devo certo rendere conto a te come spendo il mio tempo libero (e poi, mica si impiegano ore a scrivere un post, ma forse tu sei più lento). Ho iniziato a scrivere per i miei genitori, per gli amici che hanno vissuto qui e mi hanno chiesto di tenerli aggiornati, non certo per il mondo intero. Anche le foto hanno questo scopo. E in questo senso ho fatto centro, perchè loro non ritengono il mio blog banale, infantile, inutile e patetico, al contrario, riescono a "sentire" ciò che racconto. Ma non ho certo la presunzione di piacere a tutti! Sei quindi libero di criticare quanto scrivo e passare oltre. Ma non avere TU la presunzione di ritenere importante solo quello che fai tu e "ridicolo" l'operato degli altri, soprattutto di persone che non conosci. Se invece sei convinto di questo, perchè non vieni a darci una mano e aiuti anche questo ospedale? Te lo chiedo con sincero affetto, così magari potrai anche delucidarmi su cosa significhi davvero l'Africa, dato che in due anni che vivo qui secondo te non l'ho ancora capito.
Ora ti lascio, torno alle mie baraccate diurne africane. E forse, la prossima volta che torni a “lavorare duro” qui, prova anche a fermarti un attimo anche tu e accorgerti di dove ti trovi…non c’è solo sofferenza qui e noi non siamo i salvatori di quello che chiami il "terzo mondo”.
Tuonane!
Mwende
C'è chi spende il proprio tempo ANCHE per rendere partecipe delle proprie emozioni ed esperienze chiunque possa essere interessato (e se sembrano infantili che male c'è?) e altri che spendono il proprio tempo a postare patetici commenti sconclusionati (o si mira a qualcosa?!) e privi di senso.
RispondiEliminaL'arrivo di un container non è una cosa eccezionale? Può essere, se ci si ferma al fatto e non si va oltre, come dire che una volta che hai gustato un'anguria la percezione del suo gusto non potrà più esaltare! Questa è una concezione davvero infantile... chi ha 14 anni?? Poi questo concetto di banalità, del tutto inesistente in questo blog se non prima della comparsa di certi commenti faziosi...
C'è tanta gente che soffre, ma io continuo a riconoscerla sempre di più da questa parte del mondo "civilizzato", un'infermità dell'anima, che porta a criticare per chissà quali tensioni personali l'operato di altri con argomentazioni tutt'altro che elevate...
In ultima analisi l'Africa non c'entra, questo blog rappresenta una ragazza e la sua vita.
Alessandro.
male o bene basta che se ne parli eh..accipicchia quanto successo fa questo blog banale..
RispondiEliminaDa una che usa il blog come diario mica per fare lezione
perchè proprio essendo un blog solo gli interessati alle nostre vite dovrebbero arrivarci..quindi se non piace perchè leggerlo? e perchè attaccare?
e di fans siamo già in tanti..
ps: beh Ste...ti ha tolto qualche anno..tutto positivo no? ;-)
Ho scatenato le ire dei bimbi? Non volevo proprio, perdonatemi.
RispondiEliminaChi puo' accanirsi comtro dei bimbi che hanno un giocattolo in mano e vogliono "difenderlo" a tutti i costi, giustamente?
Ma che stiano a fare i bimbi in italia. Ci sono tanti asili accessibili.
Detto questo, cara Mwende, non hai risposto alle mie domande. Che ruolo hai in quell'ospedale sperduto in una zona remota dell'Africa, visto che sei li' in pianta stabile, o quasi, da 2 anni?
Cosa ti ha spinto ad assumere questo ruolo (ancora non precisato)?
Forse in Italia non riuscivi a realizzarti? Non mi hai detto che eta' hai.
Volentieri verro' a "lavorare"da te, quando avro' voglia di passare un po' di tempo in vacanza "africana", accompagnato da balli, canti,giocate a bilirdo e qualche bevuta di birra.
Cosa che riesco sinceramente a fare anche in Italia, senza "pubblicare" la diversita' che questi eventi succedono in Africa, in una terra che affascina chi non l'ha mai vissuta e suscita "ammirazione" nelle persone che , povere loro, non hanno la possibilita' di recarvisi.
Sai una cosa?
Da quello che sono riuscito a leggere, dai l'impressione che li' sia una festa continua. Che la gente che viene li', amica tua o di amici tuoi,venga a fare questa "esperienza" africana per "pulirsi" l'anima.
Certo, l'Africa e' diversa ovunque.
Non ho la presunzione di credere che quello che ho fatto io e che continuo a fare,motivato al massimo, sia l'unico aiuto che diamo noi italiani in Africa.
E' che quando leggo dei racconti, ribadisco, di un infantilismo totale, e vivo la mia "realta'" africana, mi rendo conto che il volontariato,il vero volontariato, puo' essere frainteso.
Caro Alessandro (presumo amico di Mwende) il mio commento dovrebbe essere costruttivo, non dovrebbe scatenare le tue ire infondate.
Intelligenti pauca.
Purtroppo l'Africa c'entra, non e' la vita di una ragazza e basta.
Si parla di un ospedale dove la gente vive,muore, spera,ha illusioni sull'operato che puo' fornire la gente che si prende queste responsabilita'.
Ma continuate cosi', vi seguiro' nel tempo,e, se non vi disturba troppo, faro' i miei commenti.
Centioniao.Paolo
Sai Paolo, assomigli sempre più ad un paio di persone che conosco e che non hanno il coraggio di dirmi le stesse cose in faccia, anzi, quando vengono in questo posto si adattano perfettamente all'atmosfera "godereccia" salvo poi criticarla da casa. Frasi già sentite e riportate, questa è la vera banalità, non essere originali nelle critiche e attaccarsi sempre alle stesse cose. Si, qui ci divertiamo ANCHE (non solo io e i miei amici, non ti distrarre, leggi meglio, ma chiunque venga qui), perchè a Matiri abbiamo la fortuna di poter fare anche questo, tra di noi e con i nostri amici kenioti. Forse dovresti farlo anche tu ogni tanto, ovunque tu sia, saresti meno acido/a e frustrato/a. Al contrario, io mi sento una persona (anche 14-enne, se preferisci, non mi dispiace) realizzata in tutto quello che faccio. In Italia avevo il mio ottimo lavoro (come saprai, dato che mi conosci, sono un ingegnere elettronico che lavorava con successo in uno studio di progettazione ospedaliera..studio che tutt'ora aspetta il mio ritorno a breve)quindi non ho bisogno di questo per essere qualcuno(forse tu si?)o pulirmi l'anima. Ma non essendo monotematica, ho voluto esprimermi anche in altro modo e ho seguito il mio desiderio di fare qualcosa di più delle semplici parole e allo stesso tempo fare il pieno di esperienze (io non ho la presunzione di dire che sono qui SOLO per aiutare gli altri…uno solo ha amato il prossimo più di se stesso…gli hanno fatto fare una brutta fine!). E lo sto facendo, basta solo leggere meglio(cioè non solo quello che ti fa comodo). Ma ancora una volta a te non devo alcuna spiegazione. Tu che ritieni di essere il/la volontario/a modello e poi disprezzi l'Africa (perchè se ne può essere affascinati solo se non la si conosce, no? L'hai scritto tu). Che hai ancora l'animo del/della colonialista occidentale che ritiene di "dover" salvare i piccoli uomini neri elargendo denaro, sudore e caramelle. Se la vivessi davvero l’Africa, come facciamo i miei “amici” ed io, forse scopriresti che hai molto da imparare anche qui. Sentiti pure superiore dietro alla tua maschera di arroganza, sentiti adulto/a e perfetto/a. E continua pure a leggere (certo che sei masochista! Ah si, è vero, tu sei votato/a al sacrificio) e a scrivere i tuoi commenti..c'è così tanta spazzatura nel web, che differenza può fare un sacchettino in più??! E magari, contrariamente a quanto speri, ne uscirà qualcosa di buono per l’ospedale…
RispondiEliminaCon sincero affetto e gratitudine, Mwende e i suoi amici.
PS:..e leggi il profilo se vuoi sapere l'età, non è certo un segreto!
Ciao Mwende, hai trovato uno che ha bisogno di un volontario/a che l'assista psicologicamente!
RispondiEliminaChissà perchè ho la sensazione che il Centoniao.Paolo ti debba conoscere personalmente. C'è un vecchio adagio, infatti, che recita così "al mondo due cose fanno (s)parlare: invidia e gelosia"....e temo che questo sia il caso....
Con affetto,
gius
Però... effettivamente non c'è presunzione quando si ritiene di fare il VERO volontariato, e di conoscere la VERA Africa... Paolo, non la conti giusta, troppo veleno per un semplice passante del web, e troppe frasi già sentite...
RispondiEliminaRibadisco quello che ho scritto prima, che forse era troppo azzeccato perché ci fosse una risposta "costruttiva" da parte tua, altro che ire infondate, è fin troppo evidente chi è quello che sta covando odio...
E proprio sulla qualità del volontariato: certi atteggiamenti e stati d'animo negativi possono inconsapevolmente essere trasmessi anche a culture che ne sono completamente immuni, altro che aiutare... pensaci quando torni giù, a quali emozioni sei abituato a vivere e a dare sfogo...
Leggendo casualmente il commento dell'utente che si identifica con il nome Paolo. Mi viene da scrivere la mia opinione relativamente a quanto dimostri d'essere una persona poco corretta nei confronti di chi cerca comunque di assolvere la propria missione, nei termini e nelle modalità con cui gli stata richiesta e soprattutto senza confrontarsi con le doti altrui. Carissimo ?Paolo?, dato che di lettera te ne intendi, dovresti sapere che per scrivere così con cosi tanta enfasi, attenzione ai termini e scrupolosa descrizione dei difetti altrui dimostri quanto segue:
RispondiElimina1- hai buon tempo da dedicare alla lettura attenta e non casuale il bel numero di pagine, righe e tra le righe nonchè immagini da esperto fotografo questo blog a tal punto da immedesimarti nelle situazioni e di analizzarne ogni singolo aspetto ed intento.
2- hai buon tempo nel postare accuratamente i tuoi commenti ben curati ma un po' maligni con un alto grado di intenzionalità offensiva
3- dimostri un basso livello di maturità nell'utilizzare in questo modo i canali di comunicazione.
4- Stai chiaramente offendendo,se non diffamando pubblicamente l'operato di chi a quanto pare dimostri di conoscere molto bene,(oltre il blog)
4- Stai usando uno pseudonimo maschile per rafforzare le tue offese ma devi sapere da esperto analista dei testi quale sei, che il modo di esprimerti per iscritto così attento ed accurato nei particolari descrittivi, perfino rindondante nei termini e in quello che vuoi esprimere è tipico di una personalità femminile. Un uomo che scrive in un blog per indole non si esprime così, è più diretto e sintetico e soprattutto non si abbassa a simili osservazioni, nei confronti di una donna.
Posso buttarla lì? secondo il mio parere chi scrive è una donna...
Un'ultima osservazione conclusiva. sappi che c'è chi esprime le proprie esperienze personali e umane (nei ritagli di tempo) ma c'è anche chi spende il proprio tempo a leggere attentamente un blog per malignare sui modi di fare altrui, vantandosi d'essere un eroe e di lavorare talmente tanto da non permettersi il tempo libero per scrivere. Non ritengo di andare oltre nel rispetto di questo spazio, destinato ad altre cose, ad altre discussioni...
Io non sono una volontaria impegnata in Africa, ma stanotte ho tempo per leggere e scrivere un mio parere personale.
Antonella
Bene, il mio nome e' Paolo,il cognome e' uno pseudonimo. Mi chiamo Abbracciavento. Abito a Genova.
RispondiEliminaDetto questo vorrei rispondere , per l'ultima volta, a tutti quei commenti che mi si sono rivolti contro.
Perche' volere "incolpare" (di cosa, poi?) una persona del gentil sesso, per considerazioni, per nulla offensive, che sono nate dalla reale lettura casuale di un blog?
Non mi sembra di avere criticato il tuo operato. I miei "suggerimenti" e "appunti" erano e sono rivolti all'infantilismo che regna sovrano in tutto cio' che viene descritto giorno dopo giorno.
Credo che persone che si dedicano al volontariato, o che vanno a lavorare in paesi bisognosi di aiuto,debbano avere, sempre secondo il MIO modo di lettura, un approccio non cosi' "giocoso" e "bambinesco".
Con questo non sono certo il tipo che non ama ne' ridere ne' scherzare, ne' e' privo di autoironia,e, sicuramente, quando mi reco in questi posti, non lo faccio con la presunzionedi essere ne' fondamentale, ne' unico, e amo comunicare con gli abitanti del luogo in modo sereno e che trasmetta felicita', ma a tutto c'e' un limite.
A te, Antonella, volevo dire che anche un uomo, a volte, riesce ad esprimere i suoi pensieri, (ma che uomini conosci?) e non e' detto che, rispondendo ad una donna,non possa enunciare il suo dissenso rispetto ad alcuni atteggiamenti.
Probabilmente non avrei dovuto leggere il tuo blog, ma penso si possa rimediare a tutto.......
Abbiamo, evidentemente,visioni di approccio alla vita completamente agli antipodi.
Con questo concludo. Paolo.
Non sta scritto da nessuna parte che il “volontario” debba essere un “penitente”, sacrificarsi nel lavoro duro e non gioire delle opportunità di socializzazione che i posti come questo offrono. Altrimenti si che fare volontariato diventa solo un modo per pulirsi l’anima. Il fatto che dopo il lavoro ci si rilassi e ci si diverta insieme non toglie valore alle ore precedenti. Comunque quanto fatto resta prezioso. E di cose preziose qui se ne fanno ogni giorno, dovresti leggere meglio, caro Paolo. E spesso, alcune nemmeno le descrivo proprio perché non è bello vantarsi del proprio operato come volontario, di “quanto” si è fatto in una giornata solo per misurare il proprio grado di importanza nel mondo. Ma allora, per chi lo fai?
RispondiEliminaNon ho la presunzione di esse perfetta, anzi, so bene di essere un sacchettino di difetti ed eccessi. Sono gioiosa? Beh…spesso, ma non sempre purtroppo (come sapresti se avessi letto tutto..e non ti chiedo certo di farlo ora). Sono infantile? Si, è vero. Perché ho mantenuto l’entusiasmo di una bambina “che fa oh” pur non essendolo più da tempo. Mi lascio sorprendere dagli eventi e dalle persone, assaporando le emozioni che sono sempre diverse, ecco perché la meraviglia di fronte ad essi anche se a te possono sembrare di ordinaria amministrazione o banali.
Se crescere significa diventare cinici ed estremamente razionali, pensando al mondo come un sistema a categorie in/out, senza sfumature, e soprattutto pensando di essere in “dovere” di definire quali siano queste categorie agli altri, rinchiuderceli e poi giudicarli in base ad esse, allora lasciami restare bambina a lungo. Magari per sempre…
Buona vita. Ciao.
Dopo aver letto questo lungo botta e risposta aggiungo solo una cosa: poteva essere evitato e aver speso quel tempo per cose più importanti. Perchè? perchè, caro Paolo, se leggi qualcosa e non concordi è sufficiente, ma non obbligatorio, esprimere il proprio parere e poi cambiare, in fondo il web è pieno di blog, troverai sicuramento quello di un'altro volontario nel quale riconoscerti meglio. Risulti fastidioso e inopportuno là dove ti ergi a giudice dell'altrui operato, in fondo chi sei tu?... uno dei tanti, qualcuno sarà peggio di te...ma qualcuno sicuramente anche migliore di te...e allora cosa conta? Per me conta che ci sia qualcuno che "faccia", impiegando tutte le proprie energie e profondendovi il meglio di se stesso. Se c'è anche dell'allegria, del disincanto..perchè no, il mondo è già pieno di mille brutture e poi..sai come si dice...gente allegra il ciel l'aiuta! Giudicare i risultati non spetta a noi...
RispondiEliminaBuona navigazione.
Alessandra Z.