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Sta tornando la primavera!

E' tornato l'agame rasta. Appiattito sul muretto dell'aiuola, sbirciava con la sua testa arancio la situazione sotto al tamarindo, dopo una lunga assenza. Poi, cauto, ha fatto un gran balzo ed è sparito tra i cespugli. Sta tornando la primavera. L'aria è di nuovo carica del canto degli uccellini bianche e neri. E ogni tanto, tra i rami, se ne scorgono di gialli (tutte le sfumature del giallo, dal senape, ocra, al giallo evidenziatore...come la marmellata preferita di Ciop!) e verdi, perfettamente mimetizzabili tra le foglie ancora in letargo. Oppure di un blu metallico con una lunga coda bianca, come una penna da intingere nell'inchiostro per scrivere favole. Tutto intorno si sta risvegliando dal tiepido inverno...
Oggi è domenica. Ho rallentato il mio ritmo oltre il pole pole. Ho cucito delle nuove code per il mio Kiwido ormai logoro. Nell'armadio per la scuola, tra i quaderni e i colori per i bambini dell'ospedale, avevo ancora delle strisce di stoffa elasticizzata portate da Sonia, quasi due anni fa, per assemblarne uno da regalare a Lucia, la figlia di Margaret 1. Ne ho tagliati sei pezzi e li ho stretti a gruppi di tre con della fettuccia. E sulla coda più lunga ho cucito due campanellini staccatisi dalla cavigliera comperata con Ale al RiverSplash in Slovenia. Così ora il mio kiwido racchiude molta più storia di quella che si possa vedere. Mentre cucivo, sono venuti a farci visita Mario, con la moglie e la piccola Silvia. Alloggiano da Rita. Ci hanno raccontato un po' della loro vita. E così scopriamo che Silvia, di appena 6 anni, è già stata in India, in Marocco e in Malesia, sempre seguendo i genitori tra missioni e ospedali. Si è subito ambientata con i bambini di Rita, correndo scalza tra i sassi e bevendo l'acqua del fiume come fosse qui da sempre. L'ho invidiata. Ho immaginato che donna possa diventare. Senza pregiudizi, aperta alle diversità del mondo come fossero palcoscenici differenti di uno stesso teatro. Sempre a suo agio, ovunque (a meno che non sia un ambiente arido di stimoli), capace di affrontare gli eventi con elasticità e prontezza, senza timori, ma con la cautela di chi ha la conoscenza e non sottovaluta nulla. Entusiasta. Ricca di emozioni e di ricordi. Interessante, densa di racconti e di curiosità. Indipendente. E un po' selvatica. Ho sorriso, mentre lo pensavo, perchè sebbene abbia trascorso la mia infanzia rinchiusa nella mia camera, da sola, io assomiglio a questa donna. In ritardo certo, ma sulla stessa strada...
kiwido

C'è una magia che avvolge la partenze e i ritorni. Come se l'universo, elastico, prima si dilatasse per respirare, allontanando tutto in modo concentrico da chi rimane, quasi fosse il fulcro del mondo. E poi si contrae nuovamente, accelerando cose e persone verso il centro, con l'energia e l'entusiasmo dei ritorni. E poi di nuovo, un'altra contrazione. Un'altra partenza che  sembra quasi una separazione. Ma basta prenderne il ritmo...e non fa poi così male! Saluto con cuore leggero tutti i cari amici in partenza, partiti. E attendo con serenità i ritorni. D'altra parte, dopo l'inverno c'è sempre una primavera.....

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