Haraka haraka...haina baraka!!
La giornata si รจ presentata subito pessima. Avrei dovuto partire alle 8 per Meru e tornare verso l'ora di pranzo per poter fare il colloquio al fisioterapista di Chuka che sarebbe arrivato nel pomeriggio. Ma tutti questi condizionali sono sfumati nella batteria scarica dell'ambulanza! Josec, dopo averci pensato un po' su, ha chiamato Shimali e Stanley e si รจ fatto dare una spintarella per partire. E mentre stavamo risalendo la stradina verso il gate, David e James ci sono venuti incontro. James con della commissioni per noi, David solo per salutare. Ma, tra meccanici, lui e Josec si sono scambiati sintomi e diagnosi per il nuovo strange noise della macchina, un ritardo nel cambio dell'olio. Bene, ulteriore impegno per la giornata! Dopo una nuova spintarella, siamo usciti dal back gate, dopo un'ulteriore sosta ai workshop per controllare se avessimo abbastanza olio e per aggiungere un po' d'acqua alla batteria in secca. E alle 9 e uno sputo siamo partiti, portando con noi Cipriani che doveva ritirare alcuni contanti alla banca.
La strada per Meru รจ una spiaggia allungata, un deserto di polvere. Le ruote veloci la sollevano e si deposita sugli alberi e sulle persone. Ogni volta che si incrocia un matatu si entra nella sua scia, una nuvola rossa che rimane sospesa in aria per qualche minuto e poi ricade come un sipario, scoprendo il palcoscenico, invece di celarlo. Si respira terra, la si ingoia, come se prepotentemente l'Africa volesse invadere anche il corpo, oltre al cuore. La macchina slitta sulle impronte lasciate dagli altri veicoli, quasi planasse sulle dune. E quando si arresta, la sua stessa nuvola opaca la inghiotte, dentro e fuori.
Josec mi ha lasciata al Nakumatt per la spesa mentre lui รจ andato a sbrigare gli altri piccoli servizi della giornata. Doveva cambiare l'olio, che aveva appena comprato, in un garage in centro e un paio di altre commissioni. Era tutto programmato per un rapido ritorno a casa. Ma, come dicono qui, haraka haraka haina baraka, che significa piรน o meno che รจ meglio non fare le cose in fretta perchรจ non andranno sicuramente bene. Infatti, mentre ero in attesa con il carrello colmo di borse, Josec mi ha chiamata per recuperare la ricevuta dell'olio (maledetto) che doveva sostituire. Una volta aperto al garage, infatti, si era accorto che era troppo light per l'ambulanza, che al massimo poteva andare bene per lubrificare una mandria di biciclette. Dopo qualche minuto mi richiama. Il commesso della stazione di servizio non voleva cambiare la tanica comprata con una piรน adatta. Ho chiesto a Josec di poter parlare con lui, ma il commesso si รจ rifiutato. Ecco...il primo brandellino di domopack! Non restava che comprare altro olio (altrove ovviamente), tornare al garage e passare a prendermi per poi tentare, con la mia rinomata diplomazia, ad ottenere la restituzione del denaro..rubato! Ma tutto รจ risultato vano. Nemmeno la polizia รจ riuscita nell'intento. La scusa del venditore era che una volta aperta la tanica non potevo chiedere che fosse cambiata...e come avrei fatto ad indovinarne il contenuto e rendermi conto dell'imbroglio senza aprire?! Dopo aver gridato e minacciato di rivolere i miei soldi, dopo aver avuto l'ennesima conferma che non c'รจ alcun modo di far valere i propri diritti, anzi, che i diritti non ci sono, ho capito che il mondo รจ dei furbi, qui, che se sei cosรฌ poco attento (anzi, stupido) da farti fregare, lo meriti! Bene. Non mi resta che svegliarmi ed imparare a tutelarmi, a controllare ogni cosa e non mettermi piรน nella condizione di fare la figura della fessa urlante...
Dopo due ore di litigate ed un'altra doccia di polvere rossa, sono arrivata a casa, proprio in tempo per il colloquio con il fisioterapista di Chuka, che era in ritardo (alla fine, la fretta รจ stata inutile, come dicono qui,anzi...deleteria!). Un ragazzo giovane, con una laurea triennale e un anno di esperienza in una unitร spinale. Mi ha subito ispirato, aveva l'aria di una persona sveglia e preparata. Disinvolto. Ho comunicato con Pepu in Italia. Lei, Cristiana, Nicoletta e gli altri fisioterapisti vorrebbero adottare un collega locale impiegato permanentemente all'ospedale, in modo da dare continuitร ai loro trattamenti e da coprire ogni giorno dell'anno. E anche qui, l'ho visto, la fisioterapia puรฒ fare la differenza tra una vita normale ed una sopravvivenza ai margini della dignitร ...
Mentre terminavo il colloquio, i ragazzi iniziavano l'asta, tanto per tornare alle vecchie abitudini. E lรฌ, nella confusione della pediatria, ho conosciuto le ultime arrivate, Raffaella e Lorena, ostetriche, ed Elisa, laureata in medicina, alla loro prima volta in Africa. Karibuni!
Ho finito la giornata, iniziata tanto di fretta (inutilmente di fretta), muovendomi quasi al rallentatore. Stesi sulla paglia davanti a casa ad ammirar la luna sbirciare tra le nuvole scure che correvano veloci (pure loro) nel vento...
Ho finito la giornata, iniziata tanto di fretta (inutilmente di fretta), muovendomi quasi al rallentatore. Stesi sulla paglia davanti a casa ad ammirar la luna sbirciare tra le nuvole scure che correvano veloci (pure loro) nel vento...
Tuonane..
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