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Con i fiori tra i capelli...

E' stata una bella serata, ieri. Abbiamo riso fino a sentir dolere gli addominali. Antonia si รจ infilata un intero ramo di bouganville tra i capelli come una gitana e ha sfoderato un ventaglio nero di pizzo e uno scialle fuxia. E poi ha spogliato le aiuole della casa per guarnirci tutte, le flower's ladies, un branco di donne chiassose, divertenti e divertite. Ricky, in mezzo a noi, non ha potuto far altro che adeguarsi, ad iniziare proprio dai fiori, incastrati tra i bottoni della sua camicia. E' stato il nostro modo di salutare gli amici in partenza....
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E poi, questa mattina poco prima delle 9, zia Raffa, Ricky e LaWanda sono partiti. Ormai non si puรฒ lasciare la casa del tamarindo senza firmare la bandiera della pace, lasciare una traccia, come fossero bricioline di pane per ritrovare la strada e assicurarsi il ritorno. Ho guardato LaWanda scrivere il suo messaggio. E ho ripensato a quello che ha scritto per me ieri, ora appeso nella mia stanza, come la foto dedicata di Sonia, il bigliettino di Marianna e quello di Pepu, il kikoi dimenticato da Fede, la sciarpina di Ori, il cappello giallo regalatomi a Natale da Ale. Ho ripensato alle sue parole. Sulla sofferenza, sugli eventi della vita che a volte mettono in ginocchio e tracciano solchi profondi come crepe nella terra arida. Ma non รจ vita sprecata, perchรจ questo ci rende piรน sensibili agli altri, non solo piรน esposti e vulnerabili. Come se si aprissero nuovi occhi nella nostra anima. E infatti lei รจ riuscita a vedermi al di lร  delle risate, delle battute, dei giochi. Non ho avuto bisogno di calare la mia maschera, di aspettare l'intima confidenza che si conquista col tempo, di parlare. Un'empatia muta, ma ugualmente avvertita. L'ho abbracciata tutt'altro che banalmente. E l'ho fatta piangere di gioia, insieme a me, per la sua prima volta. E poi, sono saliti tutti e tre sul matatu di Kithingi e li abbiamo salutati dalla pergola mentre si allontanavano seguiti da una nuvoletta di polvere....
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Dopo la loro partenza, il consueto giro taccuino e un meeting con le sister, subito prima di pranzo, sono andata ai workshops assetata di veritร . Durante le mie vacanze italiane, infatti, una delle bobine di cavi elettrici arrivati col container รจ sparita, pare, nel nulla, evasa attraverso una porta chiusa. Come sempre la responsabilitร  delle chiavi rimbalza, come gomma su un muro, da uno all'altro, naufragando tra scuse e spreco di parole. Stanca di giochetti e di furti (quasi leciti, secondo la mentalitร  locale, novelli Robin Hood che rubano al mochogno ricco per dare a se stessi, poveri africani che necessitano di ogni cosa), ferma ed imperturbabile ho infine proferito poche parole per concludere: non mi interessa nemmeno sapere chi l'abbia preso, per questa volta, ma voglio il cavo o l'equivalente in contanti...entro una settimana! Altrimenti l'avrei trattenuto dai loro stipendi. Mi sono voltata e me ne sono andata, seguendo la mia ombra stagliarsi sulla paglia mentre mi allontanavo verso le cucine. Un fruscio ritmato vicino all'orecchio mi ha ricordato che avevo ancora infilato tra i capelli un rametto di bouganville, seguendo il consiglio di LaWanda...mettete dei fiori tra i capelli ogni tanto. E ho sorriso, pensando al mio viso determinato nel rimprovero e ai fiori svolazzanti nel vento...
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Nel pomeriggio siamo scese al Mutonga, cercando un po' di fresco in quest'anticipo d'estate africana imminente. Io indossavo il cappello western che Raffaella mi ha regalato. Abbiamo attraversato il ponte di Gerardo e siamo scese sull'altra riva, seguite da decine di bambini curiosi. Chissร  che pensano davvero di noi, cosa osservano quando rimangono per ore a guardare ogni movimento fatto. O forse, piรน semplicemente, sono sempre lรฌ in attesa di ricevere...qualsiasi cosa pur di avere. Ci siamo sedute sulle rocce in mezzo al fiume, immerse nell'acqua fresca fino alla vita, mentre il sole ci scaldava la pelle filtrando appena tra i bambini in fila, vicinissimi. Alla fine, stanchi, ci hanno lasciate sole. Con noi sono rimasti solo Elias e Jack. Dall'altra parte del fiume, un gruppo di donne in sottoveste stava lavando i vestiti, insaponandoli a lungo e sbattendoli poi contro le rocce per sfregarne via tutto lo sporco. Altre donne sfilavano sul ponte, di ritorno da Kathwana, portando con sรจ ceste, stuoie e capre ormai quasi tutte abituate ad attraversare il fiume camminando sulla grata metallica invece di guadarlo controvoglia. Mi sono isolata appena un po'..ma non nel ricordo. Nei sensi. Ho gustato il calore sulla pelle, l'aria appena fresca sul finire del giorno, gli spruzzi d'acqua che rimbalzavano sui sassi lucidi. E mi sono sentita parte della scena. Piรน tardi, prima dell'imbrunire, ci siamo incamminate sulla stradina di terra appena battuta persa tra i rovi di acacia. Ci siamo affacciate su una radura ampia, aperta nel bush, capolinea dei sentieri. Lรฌ, come un sovrano di un regno deserto, un enorme baobab, risultato contorto di tre tronchi principali che si toccano creando l'Africa, un'insenatura che prende vita con la giusta prospettiva e con il cielo come sfondo. E si rimane, ancora una volta, senza fiato, spettatori di una magia, suggestionati dal potere occulto del baobab che ha l'Africa nel cuore...
Prima di risalire, ci siamo fermate a comprare una manciata di chapati nel nuovo chioschetto aperto sotto ad un albero sulla riva del fiume, sfruttando il traffico della nuova strada, dono del ponte. E poi su, con il fiato che piano piano si affanna. Vedevo la mia ombra allungarsi sempre piรน sui sassi tra la polvere. Raggiunta la vetta, mi sono voltata indietro, contrariamente a quanto faccio solitamente nella vita. Il sole stava scomparendo dietro la collina, lasciando in ombra la vallata ma non le nuvole rosate all'orizzonte....
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Sono sola sotto alla pergola. Mila e le zie sono a letto. Mi hanno chiesto di fermarmi piรน a lungo qui a Matiri, ora che ho assorbito nozioni e sensazioni, che so muovermi come fossi a casa mia (e lo sono, lo sono sempre stata....), che ho imparato a gestire le difficoltร , ad affrontare ogni problema, ascoltando o proponendo, quando possibile, una soluzione immediata. Ora che mi sono inselvatichita abbastanza, come dice Antonia.
Un altro anno qui...ma non voglio pensarci ora, non posso certo organizzarmi la vita cosรฌ tanto in anticipo! Ora voglio solo andare a dormire, ascoltando ancora un po' i Fat Freddy's Drop, con i fiori tra i capelli...
Mama bwega.

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