Un giorno senza un sorriso è un giorno perso....
Mattinata veloce, ieri. Quasi interamente dedicata all'NHIF. Ernesto ha dato appuntamento ad un po' di famiglie per iniziare a fare le foto e poter così compilare le pratiche dell'assicurazione sanitaria. C'erano anche Gituma, il ragazzino rimasto qui a lungo per le fratture conseguenti alla caduta da un albero, e Kendy, la bambina con l'ustione, che le è costata un ditino, alla mano sinistra (e quel disgraziato di Gituma la chiama four finghers!!). Sono tanti gli amici che ci stanno aiutando per questa iniziativa che alla lunga renderà indipendente l'ospedale dal cordone ombelicale che ora lo lega all'Italia. E credo che ridare loro la dignità di crescere con le loro forze, senza attingere dalla mano presuntuosa del mochongo, sia l'atteggiamento più giusto, più rispettoso, più premuroso.
A fare la fila per la foto, c'era anche il bambino che deve iniziare la radioterapia al Kenyatta lunedì prossimo. Secondo Kiura è possibile riscattare la scheda dell'assicurazione e farla valere da subito, senza aspettare i canonici 3 mesi (che forse nemmeno abbiamo), semplicemente saldando il presunto debito dei mesi precedenti. Mi daranno conferma di questo. Per ora, ho solo potuto organizzare il suo viaggio a Nairobi, chiedendo un passaggio agli oculisti di ritorno all'Eye Clinic dei Lions e accordandomi con Kithingi per occuparsi di loro fino a domani. Rita ha invece contribuito per l'ammissione e l'accomodation. La mamma mi ha sorriso a lungo stringendo quella busta tra le mani, questa mattina alle 7, mentre saliva sul matatu...
Dopo la messa e la partita a biliardo della domenica (Giacom o ed io siamo la coppia dai tiri ad effetto!), ci siamo stesi, per colorirci un po', vicino al tamarindo. L'aria soffiava dalla vallata, calda. Dal mio computer arrivava la musica reggae, allegra e vivace come il sole. Ma ho resistito poco e mi sono seduta sotto alla pergola a lavorare un po'. Ho risposto ad alcune mail (e commenti) e controllato le spese della casa. E poi ho ordinato il materiale che mi servirà per aggiornare il sito dell'ospedale mostrando i progressi e il modo in cui i fondi trovati realizzano i piccoli e grandi progetti. Dopo poco Nyaga mi ha telefonato per raggiungerlo al back gate. E mi ha mostrato il nuovo motivo per convocare un meeting domani. Alcuni infermieri, per tagliare corto e arrivare a casa in poco tempo, senza aspettare il watchman con le chiavi, scavalcano il cancello o, peggio ancora, la recinzione, attraverso il varco creato abbattendo un paletto, proprio dietro l'area dell'inceneritore. Questo ci costringerà ad alzare e ripristinare la rete...e a riprendere, con l'ennesimo cazziatone, lo staff. Non è nelle mie corde fare questo, ma detesto quando, dopo aver teso tanto la mano, se ne approfittano. Ma forse è solo questione di non abbassar mai la guardia...
La pasta per la pizza era un disastro stasera, così ho improvvisato una pasta con peperoni e tilapia che ha riscosso un notevole successo! (Evviva, ecco un altro lavoro che potrò fare nella vita ^_^ !!). Anche Diter, sua moglie e Jackie (del Dream), arrivati in serata, hanno gradito.
Abbiamo finito la serata stendendo una decina di kikoi e cuscini sull'erba secca, di fianco al tamarindo. E ci siamo coricati a guardare le stelle, sperando di scorgere quelle cadenti, sebbene la luna sia ancora troppo luminosa per accendere il cielo. Abbiamo riso fino alle lacrime, infilando frasi celebri di film e battute con accenti marcati. Lorena (la Wanda) è una bolognese verace (già, come la mia Fede...). Giorgio (Giorgiño), barese amico di Ale, è il classico personaggio che parte in sordina ed esce sulla lunga distanza. Elisa (Persia) ha portato l'allegria e i colori del Salento. Emanuele e Giacomo (Cip & Ciop), toscani doc come la loro simpatia. Alessandra (stich), di Ferrara, compita ed impegnata, forse la più tranquilla del gruppo. E poi ci sono io, il coach, il capitano di una squadra di ragazzi semplici, puliti (come quasi tutti quelli passati di qui) che sanno farsi in quattro mettendosi a disposizione della necessità, ma che sanno anche essere entusiasti della vita e gioirne, anche dove sembra non esserci gioia. E se così fosse, se davvero questa fosse solo una gora di infelicità e sofferenza, perchè non dovremmo portarli noi i sorrisi? E se così non fosse, perchè non sorridere con chi lo fa malgrado la sfortuna (e da cui dovremmo quindi imparare)? In ogni caso, meglio sorridere...perchè un giorno senza un sorriso è un giorno perso [C. Chaplin].
Abbiamo finito la serata stendendo una decina di kikoi e cuscini sull'erba secca, di fianco al tamarindo. E ci siamo coricati a guardare le stelle, sperando di scorgere quelle cadenti, sebbene la luna sia ancora troppo luminosa per accendere il cielo. Abbiamo riso fino alle lacrime, infilando frasi celebri di film e battute con accenti marcati. Lorena (la Wanda) è una bolognese verace (già, come la mia Fede...). Giorgio (Giorgiño), barese amico di Ale, è il classico personaggio che parte in sordina ed esce sulla lunga distanza. Elisa (Persia) ha portato l'allegria e i colori del Salento. Emanuele e Giacomo (Cip & Ciop), toscani doc come la loro simpatia. Alessandra (stich), di Ferrara, compita ed impegnata, forse la più tranquilla del gruppo. E poi ci sono io, il coach, il capitano di una squadra di ragazzi semplici, puliti (come quasi tutti quelli passati di qui) che sanno farsi in quattro mettendosi a disposizione della necessità, ma che sanno anche essere entusiasti della vita e gioirne, anche dove sembra non esserci gioia. E se così fosse, se davvero questa fosse solo una gora di infelicità e sofferenza, perchè non dovremmo portarli noi i sorrisi? E se così non fosse, perchè non sorridere con chi lo fa malgrado la sfortuna (e da cui dovremmo quindi imparare)? In ogni caso, meglio sorridere...perchè un giorno senza un sorriso è un giorno perso [C. Chaplin].

Ok, non si accettano considerazioni personali ( questo e' un mio parere, mi sembra di averti scritto precedentemente), forse perche' e' piu' bello ricevere ovazioni, complimenti e ammirazione.
RispondiEliminaQuella che tu definisci "acidita' " e "frustrazione" riferite alla mia persona, sinceramente non mi offende, perche' mi conosco bene e so che sono ben lontani da me questi stati d'animo.
Se avessi la "fortuna" di conoscerti personalmente, probabilmente ti esprimerei a voce le mie impressioni, o per lo meno quello che secondo me trasmetti in certi tuoi blog.
Ma evidentemente non sono stato capito.
A questo punto sono felice per te perche' ti senti impegnata a 360 gradi. Buon per te.
Chiaramente non c'e' feeling tra noi.
Ti saluto.
Centioniao. Paolo
Mi sono aggiornata soltanto ora e proprio non avrei mai pensato di trovare tale "sorpresa". Posso dire soltanto una cosa, in modo più distaccato possibile: è vero che, dopo diversi periodi molto più brevi, è stata proprio Stefania a voler fare questa esperienza così lunga, ma è anche vero che se lei (pur con tutti i suoi difetti) non facesse il suo lavoro BENISSIMO, oltre che con tanto e sincero amore, sarebbe stata mandata a casa, in Italia, subito dallo stesso presidente dell'associazione e magari anche a calci in cu... invece che le ha proposto ancora oltre l'incarico!!!! "quando i bambini fanno OOH che meraviglia, che meraviglia"...è meglio non crescere mai "del tutto"....
RispondiEliminaho dimenticato la firma: Giannina, ma forse non ha nessuna importanza, anzi sena'altro....
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