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Dentro la tasca di un qualunque mattino..

Ho cercato alcune foto di Lucy. E mi sono accorta che ne ho davvero poche…nessuna di noi due insieme. Ma non è poi così importante. Le foto più belle le ho tra i miei ricordi….


Sono stati giorni strani questi. In balia dei sentimenti, delle emozioni, delle sensazioni. Non riesco nemmeno ad ordinare i pensieri e scrivere. Sono seduta qui da tempo inenarrabile. Mi sembra di non essere mai stata altrove se non sotto questa pergola, in balia di me stessa. Intravedo la vallata tra il rosa delle bouganville, oggi velata in fondo di umidità. Osservo il tramonto silenzioso, appena spolverato dall’aria calda. Si avvertono le grida dei bambini che risalgono dal fiume e i grilli che concorrono con le rane, nuove arrivate dopo l’ultima pulitura dei filtri dell’impianto di depurazione e il conseguente riversamento di litri di acqua e fango davanti ai workshop. La casa non è più vuota. Oltre a Marco, il fratello di Ale, Marcella e Fabio, sono arrivati quattro nuovi amici, Roberto, Donatella, Romea e Sandra. Ma ho comunque troppo tempo per me stessa e forse mi sto isolando più di quanto non faccia la mia gamba rotta.

La famiglia di Lucy sta organizzando il suo funerale e mi coinvolge in ogni passo. Mi hanno anche chiesto di far parte della loro scaletta di interventi, così come ho fatto il giorno della raccolta fondi a casa sua (..quel giorno le avevo promesso che non sarebbe mai stata sola…ed è una promessa che ho mantenuto..). Ma ora non me la sento di parlare. Sarebbe un dolore teatrale che voglio invece mantenere privato. Voglio salutare la mia Lucy come ho sempre fatto, entrando in cucina e baciandole una guancia. Solo lei ed io...

Mi sento in un equilibrio silenzioso, apparente. Pronta a rotolare da un lato. Eppure non sono affranta, non sempre. Riesco a scherzare. A dipingere i numeri decorati sui camicini appena confezionati da Irene e Marcella per i neonati. A soffrire questa caldo che mi scioglie e mi irrita. A bere una birra fresca nella penombra della sera, mentre Ale e Marco suonano nostalgiche canzoni con la chitarra (ma forse sembrano solo a me nostalgiche..). A ridere con Peter. A preoccuparmi della mia gamba che peggiora, invece di migliorare, gonfiandosi e costringendo Mbaabu a fare un nuovo gesso. Ad invidiare Fede che è in vacanza a Watamu, o gli altri ragazzi che vanno a Kathwana. Ad arrabbiarmi durante il meeting con il management team perché riaffiorano vecchi problemi solo apparentemente risolti. A trovare un po’ di serenità in un abbraccio amico. A pensare che ancora adesso mi sembra incredibile che lei non ci sia più….


Dentro la tasca di un qualunque mattino, dentro la tasca ti porterei. Col fazzoletto di cotone e profumo, col fazzoletto ti nasconderei…

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