Relax, let your mind be free....
Questa mattina il rumore della porta di Ale mi ha scosso alle 6 e 7minuti. Troppo presto! Eppure mi sono svegliata senza zavorra. La notte è stata profonda, ho dormito fino all’ultima goccia. E così non ho avuto tempo per i proverbiali consigli che avrebbe dovuto portarmi! E mi sono ritrovata di nuovo sugli stessi punti, ormai fermi, senza risposte o via d’uscita. Ma era davvero troppo presto per pensare e ho deciso di alzarmi ed andare a sbirciare il risveglio muscolare improvvisato da Cristiana e Nicoletta, le due fisioterapiste, i due angeli che hanno iniziato a trattare la mia caviglia bloccata…e una decina di pazienti nel ward.
Sul piazzale, proprio sotto al tamarindo, una decina di corpi incustoditi, la fievole voce di Nicoletta che favoriva il rilassamento, l’abbandono totale delle membra al ritmo della natura.
La lingua non tocca più il palato, non controllare più il respiro, libera la mente da ogni pensiero..
Io sono entrata in cucina e ho preparato la colazione. Lentamente, quasi seguendo le istruzioni, passo dopo passo.
L’aria è fresca, corroborante, questa mattina. Il sole sta arrivando piano piano da destra. Farà il giro della casa e sbucherà sul piazzale. Lo sto aspettando per colorirmi un po’, così come stanno facendo più in là, davanti alla stanza numero 8, Coloma e Giulia. E poi me ne andrò in ospedale, a portare i 6 mila scellini guadagnati ieri con l’asta in pediatria. Si potranno pagare almeno un paio di conti!
L’asta ancora una volta è stata un successo. Confusa e chiassosa come sempre, un esercito di donne agguerrite pronte a strapparsi i vestiti dalle mani al grido di it’s mine, 20 shillings!! Persino Josec, in disparte con il suo foglietto da 50 scellini tra le dita, non tentava di buttarsi nel mucchio e azzardare una contrattazione. Con la sua buffa espressione di disappunto osservava dal fondo, ridendo con Gabriel ed il nuovo clinical officer. Io continuavo a rubare istantanee…
Libera la mente da ogni pensiero..
Domenica è tornato Allan. È venuto a farci visita, approfittando del fatto che anche Marianna e Oriella sono qui, per salutarci e rivedere i vecchia amici. Ha mandato avanti la sua risata che abbiamo avvertito da lontano. Ha portato con sé due colleghi, il farmacista e il dentista dell’ospedale di Isiolo dove attualmente lavora. Abbiamo pranzato tutti insieme, una bella tavolata domenicale imbandita con pasta, sukuma e ugali preparati per l’occasione. Mi ha ricordato casa mia, in Italia, quando da piccola la domenica andavamo a pranzo dalla nonna. Mi sembrava quasi di sentire il profumo delle tende appena lavate appese davanti alla finestra aperta, l’aria fresca della primavera ne spargeva l’odore in tutta la stanza e si mescolava co
n l’aroma degli gnocchi al ragù..
Abbiamo trascinato pigramente la domenica fino a sera da Regina. Il sole delle 4 era una ghigliottina sul collo sudato, ma all’ombra della tettoia di mabati e papaie abbiamo bevuto qualche soda calda e chiacchierato a lungo, senza preoccuparci dello scorrere del tempo. Lento, inesorabile, piacevole. E poi Allan e la sua risata se ne sono andati di nuovo, sulla sua chiassosa macchina che gratta la pancia su ogni bump e sembra perdere le ruote tra i sassi.
Libera la mente da ogni pensiero..
Nessun commento