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Ritorni...

Ieri sera abbiamo fatto il pieno di ospiti. Sono arrivati Mauro e i suoi amici, Valentina e i suoi compagni di viaggio, Colomba e Ale. Li abbiamo aspettati a lungo, preparando le loro stanze, personalizzandole con dettagli, tracce di ricordi e regali di benvenuto e di buon auspicio. Sono arrivati alle sei, portando il pieno di scorte alimentari, farmaci per l’ospedale e latte in polvere per il centro nutrizionale…e allegria…

Alessandro è tornato a casa, all’ombra del tamarindo. È tornato ma è come non se ne fosse andato mai. Almeno per me. E per gli amici che ha ritrovato. Sono contenta che sia qui di nuovo. Un compagno di viaggio, di giochi, di emozioni con cui ho condiviso tanto, molto più di quanto pensassi dalle premesse. Mi ha riportato l’eco di avventure, sogni, speranze e passioni consumati sotto questo cielo d’Africa. L’ho abbracciato a lungo, riempiendomi dell’istante. Mi ha portato tanti regali..anche se quello più grande è averlo di nuovo qui, a dividere oneri ed onori..ed emozioni. Welcome back Mr. Alex
È arrivata anche Colomba, dopo un ritorno forzato in Italia che aveva interrotto la sua avventura qui con noi a fine Luglio.


Oggi è il compleanno di Anna e abbiamo deciso di festeggiarlo in modo decisamente originale. Abbiamo programmato una festa in pediatria, con tanto di palloncini e crostata di marmellata.

La mattinata, invece, è trascorsa nella normalità dei miei soliti impegni. Ho lavorato con Ernesto, per il più odiato dei miei compiti. Mentre parlavo con lui e la sua infinita risma di cartelle cliniche rosa e verdi, osservavo un ragazzo avanzare lungo il corridoio del ward, con un bastone a cui si appoggiava trascinando la gamba destra. Era il risultato dello speronamento della mucca che avrebbe dovuto portare all’ospedale come pagamento del conto del padre. E invece la mucca si è ribellata ed è scappata nel bush, ferendolo. Fa quasi sorridere…

E poi mi ha portato in pediatria per constatare di persona alcuni dei casi in sospeso. Una mamma che è stata raggiunta ieri mattina dal marito, per la prima volta da quando è ricoverata. Aveva portato con sé alcuni soldi per saldare il conto. Ma appena constatato l’importo, spaventato, è scappato a Mombasa, abbandonandola. Un’altra mamma, invece, non aveva la possibilità di pagare, in quanto sola, senza i genitori…e con tre figli a carico.

Mentre passavamo da una stanza all’altra, ho visto la bambina ricoverata per Aids e Tbc, che spesso sono abbianti in un binomio mortale che consuma lentamente..anche il sorriso. Era coricata a terra. Piangeva perché non volava prendere i farmaci. Le ho chiesto di alzarsi, dandole la mano. Okera! Lei l’ha stretta appena, si è messa a sedere. Non la lasciava. E non mi lasciava gli occhi, impegnati a sostenere il suo sguardo spento, affranto, di resa. Respirava a fatica. Sembrava davvero stanca. Della vita forse. Della malattia che inesorabilmente se la porterà via. Io la chiamo la bambina triste…i bambini non dovrebbero essere mai tristi per definizione…

Ma oggi non mi sono lasciata abbattere. Forse mi sto immunizzando. Oppure ho ritrovato una forza e una serenità che pensavo di avere ormai perduto…

Dopo pranzo, Anna, Luciana e Fede hanno preparato le torte, noi gonfiato i palloncini. Li abbiamo infilati in un lenzuolo per portarli in pediatria e colorarla oltre il possibile! Siamo andati tutti, con le nostre macchine fotografiche, sperando di fissare sulla pellicola, oltre che in noi, le sfumature della sorpresa. Abbiamo fatto volare i palloncini colorati oltre il tetto azzurro della pediatria, nello spazio scoperto al centro, sopra la fontana del sole. Un’invasione di nuance e di volti rapiti. Colomba portava il vassoio della torta da una camera all’altra. Anna ed io arricchivamo l’aria di bolle di sapone che i bambini rincorrevano curiosi. E tra tutti i volti ho intravisto la bambina triste…sorridere…ed è stato lo scatto più bello..

Le mamme e i papà sono impazziti per i palloncini. Hanno cominciato a giocare facendoli volare, sventolando le mani in aria come farfalle. La bambina triste soffiava dolcemente, quasi senza fiato, nel bastoncino intinto nell’acqua saponata. E assieme alle bolle dondolavano pigri nell’aria anche i suoi sorrisi deboli…eppure così forti per chi li scorgeva. La torta le si è sbriciolata tra le mani, incapace di mangiare. Ma i suoi occhi hanno divorato ogni istante, ogni particolare, ogni colore circostante. Abbiamo invaso il suo piccolo mondo malinconico…buega capisa.

Stiamo aspettando la cena e poi finiremo di festeggiare da Regina. Un compleanno che per Anna resterà indimenticabile…e anche per la bambina che per un istante non è stata più triste, contagiata dalla semplicità di una festa d’auguri..

Tuonane ro..

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