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Emozioni in secca..

Ieri sera ci siamo lasciate andare. Complice qualche bicchiere di vino, abbiamo dato libero sfogo al trash tradotto pure in inglese per Peter, Mbaabu e Ken. E così ne sono uscite chicche del calibro di Will be because I love you, Damn to spring, Chocolate icecream, The baggage on the bed

Appena andate a letto, abbiamo sentito dei canti lontani, delle grida di festa, cerimoniali. Probabilmente c’era qualche circoncisione in giro, nel bush appena dietro casa. Era talmente suggestivo che mi sono addormentata sognando.

Stamattina, è stata dura affrontare James, il watchman, che mi chiedeva l’ambulanza per il primo maternity case della giornata, alle 5:58. Mamma mia! Ho chiamato Shimali e sono tornata a letto svenendo nuovamente fino alle 8.

Oggi la giornata è stata decisamente pigra. Sono rimasta sotto alla pergola. Non avevo voglia di starmene chiusa in ufficio. Anna, Aldo e Luciana se ne sono andati a Kathwana. Avevano negli occhi l’entusiasmo di chi, per la prima volta, va al mercato dopo averne sentito i racconti. Io sono rimasta a casa, aspettavo ospiti. Federica e Giulio dovevano passare a prendere dei campioni di acqua da portare in Italia ad analizzare. E io, da brava padrona di casa, li ho attesi.

Mentre sistemavo le spese della casa, Lucy è arrivata a salutare. È un po’ di giorni che non sta bene. Dagli esami ne esce un quadro di anemia, carenza vitaminica. Deve fare delle iniezioni di ferro e vitamine. Ed era qui proprio per questo oggi. Ma poi, tornando a casa, si è sentita male, è svenuta, e uno zio l’ha riaccompagnata all’ospedale. Ora è ricoverata, ha fatto una trasfusione e sta meglio. Ma resterà qui qualche giorno ancora. È spaventata, non capisce bene quale sia il problema e teme il peggio. Ho chiesto a Ken di parlarle per tranquillizzarla. Sono passata a salutarla e con lei c’erano altri amici e parenti. Mi piace l’orario delle visite. Vedere famiglie intere che vengono a trovare i loro malati, amici, genitori, figli. E allo stesso tempo mi rattrista scoprire qualcuno da solo..

Una volta tornati dal mercato gli altri, abbiamo pranzato tutti insieme, poi ognuno è sparito nella sua camera per un riposino pomeridiano. Il caldo era esagerato oggi. Ma ho provato comunque a sedermi al sole per colorarmi un po’. Impossibile resistere. E così me ne sono andata dormire anch’io. Nel mio letto, avvolta dalla rete, ho trovato un po’ di ristoro dal caldo e da una non ben definita sensazione di malinconia e insofferenza per ogni cosa. Avrei voluto scrollarmi di dosso tutto, pensieri e vestiti, non tolleravo nulla. Ma dormirci su mi ha fatto bene, ancora una volta è stato come svegliarsi e vivere una vita apparentemente diversa, vista con altre lenti, più colorate.

Mi sono seduta nuovamente al sole, a riempirmi gli occhi della vallata. E poi lentamente, mentre il vento tiepido mi portava il profumo dell’erba tagliata, è arrivata la sera. Si è alzata la luna, crescente. È solo metà, ma riempie il cielo e illumina la strada. Ai suoi lati, come piccoli occhi, Marte e Venere. E poi, tutt’intorno, le altre innumerevoli costellazioni. Ora la luna è là in fondo, oltre la Piton Hill…e ammicca. Si è alzato un leggero vento fresco. Ho freddo qui sotto alla pergola. Ascolto la canzone camomilla, mescolata ai tamburi lontani, e poi andrò a dormire, ponendo fine ad una giornata lunga e inconcludente. Uno scoglio asciutto in un mare di emozioni…

Mama buega!

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