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Gustando la vita in punta di dita...

Di solito, mentre faccio la doccia, ascolto la musica. Mi piace cantare..anche se pure la rana, mia fissa coinquilina, mi ha fatto intuire che una carriera da cantante è per me quanto mai improbabile! Questa sera, invece, mi sono messa in ascolto della natura fuori dalla mia finestra. Il canto dei galli, i grilli, gli uccelli tropicali che invadono l’aria. Persino il rumore del vento tra le fronde. Ho socchiuso gli occhi, spento la luce. E lì, sotto l’acqua corrente appena tiepida, mi sono sentita in contatto con la vita, ancora una volta


Ieri mattina ho fatto un giro in ospedale, un po’ di lavoro prima di andare a pranzo da Stanley a cui avevamo dato buca, per incomprensioni, la sera prima. Con Ernesto sono andata a controllare i pazienti inadempienti del general ward, nella stanza delle chocho, le nonne, ovvero le signore anziane che spesso sono parcheggiate all’ospedale senza nemmeno poter gioire della presenza di un figlio, di un amico che le venga a trovare durante l’orario visite. È la stanzona che tristemente preferisco, quella di Cathrine, anche. È facile provare tenerezza per un bambino, delicato, la si può definire quasi superficiale. Ma la tenerezza per una persona anziana, abbandonata a volte, arriva fino alle ossa e mescola il sangue dal fondo. La figlia di una di queste stava lavando dolcemente le braccia scheletriche della vecchia mamma che sbirciava da sotto il lenzuolo. Le altre sorseggiavano del porrige, sorridendo con il loro unico dente. Erano in attesa di qualcuno che le venisse a prendere e pagasse il loro conto…

E poi, Ale ed io, siamo andati a pranzo a casa di Stanley, portando in regalo a Christopher, il suo primogenito, uno zainetto giallo e delle matite colorate. La sua casa è davvero carina, costruita con il fango e il legno internamente, rinforzata con una mano di cemento esternamente, poi colorata in giallo tenero e marrone, il pavimento rosso terra, con una portico semicircolare delizioso all’ingresso. Con lui vivono la moglie, la mamma, alcuni fratelli, uno zio e i due bambini, Christofer e la neonata Kristine. Il bimbo, timidissimo, ci ha appena salutati.

Nel giro di qualche minuto eravamo seduti all’ombra, con un tavolino appena per due, un paio di seggioline di legno basse e due Tusker tiepide. La madre di Stanley, una signora giovanile, che dondolando al tempo del reggae proveniente dall’interno della casa ha apparecchiato la piccola tavola, aveva cucinato per noi riso, una zuppa di carne e del chapati, tutto buonissimo!

La piccola Kristine non aveva sonno. Dopo aver bevuto tutta la sua dose di latte amorevolmente dispensata da un Ale tutt’altro che impacciato, passava di braccia in braccia, senza riuscire a dormire. Alla fine, l’ho presa io. L’ho stretta piano mentre con le sue manine ciccione mi si aggrappava al petto. E poi, lentamente, ha chinato la testina verso destra, abbandonandosi. E piano piano ha socchiuso gli occhioni, addormentandosi, mentre io ballavo al ritmo di Bob Marley. Che sensazione…la dolcezza zuccherosa di un momento semplice. Sotto il sole tiepido, circondata dalla shamba, con i piedi nudi conficcati nella terra rossa ed un pacchettino di amore tra le braccia. E di nuovo mi sono sentita in equilibrio con la vita.

Stanley ha voluto assolutamente guidare la macchina, in retromarcia, fino alla strada principale. Ha fatto solo pochi metri, ma è riuscito a strappare almeno 5-6 piante di pannocchie e sbattere contro il paletto che sorregge la rete che delimita la sua proprietà. Il tutto per dimostrare ai suoi familiari che non è uno stupido, che sa fare anche altro, come guidare l’ambulanza. Poco importa se la prova non è stata superata!

Tornata a casa, mi sono stesa a dormire un po’, per smaltire il vino spagnolo e la muratina offertaci.

Alla sera, dopo cena, il solito torneo di briscola, Fede ed io, compagne di banco pure in questo, contro Ale e Colomba. Altri semplici momenti da gustare in punta di dita..

Mama buega..tuonane ro..

1 commento:

  1. ...non so se fa più tenerezza la piccola e paffuta Kristine o l'impacciato (ma mica tanto) Ale.....

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