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Slow dancing...

Ieri รจ stata festa nazionale. E ovviamente la pigrizia regnava sovrana. I nuovi arrivati sono andati a Chakariga durante la mattinata e a vedere gli ippopotami nel fiume Tana nel pomeriggio. Cosรฌ, la ritrovata piccola famiglia del Tamarindo, si รจ concessa il lusso del dolce far niente. La giornata era caldissima, come sempre, umida, sebbene la pioggia sia solo un ricordo ormai lontano. Non una nuvola in cielo, non una sola piccola pausa a riparare la pelle dal sole alto. La vallata in fondo era appena velata, una leggera foschia, un carico di goccioline inespresse sospese all’azzurro terso.

Aldo, dopo un intero giorno di pausa senza nemmeno una nascita ( il che รจ davvero incredibile dati i ritmi dei giorni scorsi..ma la natura ha dei tempi decisamente imprevedibili ed ingabbiabili in schemi regolari) รจ tornato in sala per un cesareo programmato nel pomeriggio ed รจ stato chiamato per un paio di consulenze, parti naturali ma con leggere complicanze.

Anna รจ stata al sole un po’ leggendo ad alta voce i test di ingresso alla specializzazione di medicina che inizierร  a settembre a Milano. Io la ascoltavo, fingendo di capire quanto letto. E allo stesso tempo mi stavo cimentando con il kiwido, i primi rudimenti, i primi tentativi di roteare nell’aria le palline imbottite con la coda di tessuto colorato che mi ha portato Ale, evitando di flagellarmi da sola! Margaret mi ha gridato sorridendo da lontano you want to become Sonia…impossibile sostituire l’originale, basta un niente per ricordarla…

Luciana Fede a Colomba si sono invece dedicate alla biancheria. Lavatrice, ferro da stiro, mollette colorate.

Ale stava lavorando in camera, adibita a neo ufficio, piรน fresco, piรน a portata di mano della cucina e delle possibilitร  di ristoro. Ogni tanto faceva capolino e mi dava qualche consiglio per il kiwido…anche se invano!

Si respirava aria familiare, profumo di Natale, soprattutto quando Colomba ha scartato i due piccoli abeti di plastica portati dall’Italia, corredati di lucette e festoni argentati. Uno destinato alla nostra casa, la miniatura del tamarindo che decoreremo con le palline di carta pesta che abbiamo in progetto ci costruire e dipingere, l’altro lo porteremo in pediatria una di queste sere. Per quest’ultimo, l’alternarsi delle luci colorate รจ scandito dalla musica di Natale incastonata nel vaso marrone che lo sorregge. Sarร  una festa, come tutte le piccole iniziative che portano lontano dall’ospedale lo spirito dei piccoli e grandi pazienti, aiutandoli ad evadere dai loro problemi almeno per qualche istante.

E poi, verso fine pomeriggio, forse complice l’insolazione, Fede, Anna ed io siamo impazzite a guardare Margaret 2 ballare, con il berretto calato sul viso, fingendo di essere un uomo. Qui, infatti, mentre danzano, non possono essere guardati negli occhi. Che risate, tipiche dei giorni di festa.

Abbiamo atteso Luciana e Aldo e siamo andate dalla sarta, la tailor moon, a ritirare dei pantaloni e alcune gonne. Mentre aspettavo che le altre provassero i loro vestiti, mi sono seduta al sole ad osservare il mondo attorno, proprio davanti all’ospedale. Un anziano che portava sulla spalle un carico di legna, un asinello che si รจ fermato a brucare l’erbetta fresca, mentre le taniche gialle che portava sulla schiena gli scorrevano fino alle orecchie conferendogli un aspetto buffo, quasi avesse degli orecchini, un bambino ciccione che mi sorrideva in braccio alla sua mamma, il matatu da Kathwana. E il brusio della vita operosa ma lenta di questa strada. Le ombre ormai allungate sulla terra rossa, l’aria tiepida. La luna che giร  velatamente appariva nel cielo.

Alla sera, dopo cena, ci siamo ritrovati quasi tutti da Regina, seguendo il programma di Clara che trascorrerร  con noi ancora due giorni e poi, dopo una breve parentesi ad Isiolo da padre Orazio, tornerร  in Italia. Tornando a casa, abbiamo ritrovato Colomba sotto alla pergola che ci aspettava per la partita di briscola della buona notte. Come si evolvono le abitudini. Con Pepu il momento camomilla era una canzone, la nostra canzone, innaffiata con lemon grass. Ora del momento camomilla รจ rimasto solo il nome, l’innocuo liquido paglierino sostituito col rosso rubino del vino e come sonoro i rilanci a briscola, l’esultanza della vittoria o il rammarico della sconfitta. Sempre, perรฒ, con il cuore leggero..

Oggi non รจ da meno, una giornata scarsamente intensa, caldissima, senza slanci. Domani Valentina e i suoi compagni di viaggio se ne andranno, Mauro e gli altri faranno un safari e torneranno solo a sera. Saremo qui solo Fede, Ale ed io. E forse, ritrovando l’equilibrio di una famiglia meno numerosa, terminerร  anche la nostra danza lenta…

Tuonane ro..

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