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If you want something you've never had, you must do something you've never done!

È la frase del giorno. Il preside della Secondary, il sognatore, l’ha fatta scrivere appena arrivato qui a Matiri. Ora vuole che venga scritta anche in italiano, sul muro, proprio sopra alla sua porta.

Oggi c’è stata la seconda lezione di Italiano alla scuola. Siamo andate solo Ori ed io. Abbiamo cambiato aula, il laboratorio di chimica. Sempre i cento studenti che ormai chiamiamo nostri. Questa volta è stato il turno dei suoni…sci si pronuncia come she, e questo era chiaro, ma spiegare il significato del verbo a qualcuno che non ha mai visto la neve è stata un’impresa!

La cosa commovente è la loro attenzione. Prendono appunti, fanno domande, ripetono in coro le frasi imparate. Sono entusiasti...anzi, di più, sono a noi grati per l’opportunità che diamo loro. Glielo si legge negli occhi. Sono divertiti da noi, dalla strana pronuncia delle parole. È l'ultima ora della giornata scolastica eppure non hanno mai fretta di andarsene. Il maestro di kiswahili segue sempre le lezioni con loro, anche lui annota tutto. Alla fine della lezione ha parlato ai ragazzi, rivolgendosi però ad Oriella che domani partirà. Le ha chiesto di portare i loro saluti in Italia, di dire che qui, sperduto nel bel mezzo del niente, a pochi passi dal villaggio, c’è una scuola densa di voglia di integrazione, desiderosa di avvicinarsi ad un’altra cultura, non per elemosinare, ma per condividere. Per imparare il rispetto reciproco, per lavorare insieme. Per crescere. Mamma mia, ancora una volta non sono riuscita a non commuovermi…

Tornando, ci siamo fermate dalla Pelata a ritirare una gonna per Ori. Nell’attesa, abbiamo bevuto una coke da Regina, mentre Christian e Jacob giocavano a biliardo. Abbiamo chiacchierato ancora una volta di stili di vita diversi, della nostra indipendenza, dal nostro bisogno di sentirci libere di viaggiare e conoscere, vivere in simbiosi con altre culture. E per loro è strano. Ma in tutto questo, come ce lo infilate un marito?? Non è stato facile cercare di spiegare…ma forse, più che della donna bianca, noi parlavamo di noi stesse…un paio di margherite rosse in un campo di margherite bianche..ancora una volta, mi sono sentita davvero vicina ad Oriella…

Questa sera siamo uscite, tappa da Regina..di nuovo! Abbiamo trovato là Christian, ancora, Giuggiolo, Lorenz, Eric e Washington…mentre Gabriel ce lo siamo portate da casa!! E abbiamo incontrato pure il maestro di kiswahili che ci ha offerto una birra…mamma mia, la mia testa!!

Mi piace chiacchierare con loro, riescono a riesumare sempre vecchi e nuovi argomenti per intrattenerci almeno un paio d’ore. Gabriel è adorabile, un sorriso che fa concorrenza a quello di Josec! Gli ho chiesto di rimanere con noi. lui lavora per un ospedale militare, immagino sia pagato più che bene. Non mi ha detto di no, mi ha chiesto solo un po’ di tempo per pensarci ed organizzarsi…a qualcuno allora piace stare qui!!!

Nel bel mezzo delle chiacchiere, mi ha chiamata Angelica per una paziente che sanguinava pesantemente da andare a prendere in un posto non ben specificato, dalle parti di Kathoana…che può voler dire ovunque!

( ecco, sono tornati anche gli insetti vermiformi…inizia una nuova lotta!)

E poi mi chiama Fede. Geoffrey, il watchman, ha ricevuto una telefonata per un maternity case proprio a Kathoana. Sarà la stessa paziente? Complicato saperlo, almeno fino a quando non ritorno al gate e parlo con almeno tre persone diverse! Tra il marito di Angelica, Geoffrey e Niaga ( i due watchman) riusciamo ad intuire che si tratta della stessa paziente, una donna che sta abortendo….erano meglio un maternity case ed una botta in testa…

Ho chiamato Josec..che stava dormendo…gli darò un premio produzione! È sempre disponibile, gentile, premuroso, pronto. Non l’ho mai sentito lamentarsi di qualcosa….che persone meravigliose ho conosciuto qui, indipendentemente dal colore della pelle…

Ora sono in ufficio. La ventola che raffredda il router è chiassosa e non sento i grilli…non mi piace qui. Oriella passerà tra un po’, deve stampare il biglietto aereo. Domani lei e Fede partiranno per Zanzibar, faranno lo stesso giro che io ed Ale abbiamo fatto a Luglio. Treno fino a Mombasa, Tanga e poi Stone Town. Che nostalgia…che nostalgia del viaggio..e del mio compagno di viaggio preferito!!

Oriella tornerà in Italia, poi, non prima di aver condiviso una serata a Nairobi, come da copione collaudato ..e poi a Mallorca, dove vive. Ha dei progetti. Tornerà qui molto presto. Probabilmente per restare…ma mi mancherà molto in questo mese, a lot. Soprattutto questa settimana in cui sarò da sola. Completamente. Ma quello che mi spaventa non è la solitudine…è la mancanza delle persone a cui voglio bene…

Probabilmente lei sarà qui per Natale…e sarà il regalo più gradito…ti voglio bene Oriella…safri njema.. ya tuonane Makena!

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