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Vorrei che bastasse volere per realizzare ogni sogno…(dal mio diario privato)

Oggi la giornata ha dondolato pigramente fino alle 4. Il caldo ha sublimato ogni mia energia, ogni mio pensiero.

Ho fatto solo piccole cose. Chiesto a Shimali di fare qualche lavoro in ospedale, ordinato per telefono dei farmaci per indurre il parto e le pacche ortopediche per Gakujia e ho aiutato Hariett a risolvere un problema che l’ha tenuta bloccata nel suo lavoro per una settimana. Ah, ho anche chattato con Sonia, in partenza per Madrid prima e Buenos Aires poi….safari enjema Muthoni…….

Sfinita dal sole a picco, dalla sonnolenza e dall’ indolenza, ho chiuso l’ufficio e sono andata in ospedale, forse per cercare di dare un seno a questo giorno apparentemente inutile.

Ho raggiunto Oriella in sala parto..stava auscultando il battito cardiaco di un bambino..col singhiozzo! La pancia della mamma sobbalzava all’unisono..che tenerezza..

Abbiamo incrociato Fede nel corridoio con una sua amica, una ragazza destinata a morire in pochi mesi..ma l’entusiasmo, il sorriso, erano di chi assaporerà la vita fino all’ultimo respiro…senza rimpianti. Queste persone riescono a farmi sentire piccola….

Ernesto mi ha braccato al volo per mostrarmi il vitellino portato dal marito di una paziente. Doveva pagare un conto di 8.800 Ksh. Il vitellino era parte della dote di nozze della figlia.

(proprio adesso, dal buio, giunge fin qui il suo richiamo lamentoso..si sente solo…in un posto nuovo..)

Sono andata con Fede a misurarmi i pantaloni nuovi ( gli stessi che indosso ora..) dalla sarta. Li ho provati nel retrobottega, dove lei vive. Un divano, un tavolo, un letto. Tutto nello stesso metro quadrato o poco più. Lei, i due bambini..e forse un marito. Mentre eravamo lì, la bambina è caduta e si è appena escoriata un ginocchio. Fede è voluta andare a casa a prendere del disinfettante, mentre la madre aveva semplicemente usato della vaselina! E mentre ero lì da sola, con la bambina dalle treccine perlate sulla fronte, pensavo..pensavo, a che serve del disinfettante? È caduta coma farà un altro milione di volte. E come sempre sarà ricoperta di terra rossa e la ferita si sporcherà. Che differenza fa una sola volta? E poi il graffio era talmente superficiale….non lo so, non ho capito bene quale sia la giusta misura di intervento a cui dobbiamo attenerci.

(Gabriel, accanto a me, ascolta Norah Jones al suo pc…è buffo come la parodia di se stesso..sta imparando anche l’italiano..la parola nuova della serata è stata papèra!)

Tappa obbligatoria, Regina per l’aperitivo. Abbiamo incontrato Kenneth e Shimali seduti all’interno. I muri dipinti emanavano calore come le pareti di un forno. Come se i soli disegnati fossero vivi davvero. Ho preso una Smirnoff ice, Oriella una Malta Guinnes e Federica una coke.

Abbiamo iniziato a parlare di ovvietà, di leggerezze. E poi, partendo dalla festa nazionale del 20 Ottobre in onore del presidente Jomo Kenyatta, ci siamo inoltrati su percorsi impegnativi, altamente culturali. Abbiamo parlato della condizione della donna, dell’infibulazione. Mi sorprende come quasi ognuna delle persone con cui ho parlato qui, abbia una profonda conoscenza e coscienza della politica del proprio paese.

Siamo tornate che già era buio e ci siamo sedute al nostro computer, in ufficio. Ori aggiornava il blog, io iniziavo a scrivere il mio diario.

Mi ha chiamato Eva, la sarta. Voleva parlarmi. È stata tre giorni con il padre ancora ricoverato. Si scusa anche per non aver ancora preparato i nostri vestiti. Il conto è di 36 mila Ksh e deve pagarne almeno la metà prima di essere dimesso e andare casa. Nessuno la conosce a Nairobi, ci è andata per la prima volta proprio perché il padre è stato operato. Non può dare garanzie. Mi ha chiesto ovviamente di aiutarla, disposta a lavorare giorno e notte per l’ospedale pur di ripagarmi. Piangeva. Guardando altrove. Non ho mai incrociato i suoi occhi umidi. Fortunatamente. Mi sentivo già abbastanza miserrima così, solo restando lì ad ascoltare e a pensare: che devo fare? Devo darle i soldi, 18 mila Ksh ( che è anche tutto quello che ho?) solo perché me li ha chiesti? O perché il mio cuore dice che è la soluzione migliore ( o forse solo la più immediata)? Le ho chiesto se qualcuno poteva aiutarla. No. I parenti ricchi si sono rifiutati anche solo di ascoltare.

(la luna è coperta ora…il bui è totale…inghiotte anche il canto dei grilli….)

Ho pensato a Gakujia..o Allan. A chiedere loro se possono garantire per lei e magari lasciarla portare a casa il padre anche con un anticipo minore. Per darle anche più tempo per trovare il resto del denaro. Li chiamerò domani mattina.

Le ho dato 10 mila Ksh. Mi ha abbracciato piangendo. Ha detto che sono un angelo sceso a Matiri per aiutare la gente bisognosa. Avrei voluto vomitare. Mi sono sentita male. A stento ho trattenuto le lacrime. Forse non le avrebbe capite. Qual è la cosa giusta da fare? Come posso aiutare davvero queste persone? Penso all’immediato e seguo il cuore o lo zittisco considerando una scala temporale più ampia? È un comportamento che a lungo andare li demolirà questo mio dare?

( si è alzato il vento..porterà qualche risposta?)

A cena ci hanno raggiunti Emily e suo marito e Langat. Una tavolata di cioccolato con qualche goccia di latte.

Peter e Gabriel hanno fatto il loro show, anche mentre guardavamo un film, A walk in the clouds.

(il vitellino piange fortissimo adesso, risponde al richiamo di una mucca lontana..magari la sua mamma…lo sento nel buio…è triste tutto questo, è triste pensare che si senta solo, è triste sapere che è tutto quello che una famiglia aveva e lo ha dato a noi per pagare il conto dell’ospedale…)


Ci sono volte in cui vorrei anch’io camminare tra le nuvole. Astrarmi. Forse scappare per un po’. Fatico ancora a scindere il giusto dallo sbagliato qui. Vorrei che ci fosse qualcuno al mio posto, o accanto a me, o qualcuno che scegliesse per me. Vorrei che tutti i bambini fossero sani, per definizione, e non morissero mai. Vorrei che tutti gli adulti avessero la possibilità di scegliere. Vorrei…vorrei…vorrei che bastasse volere per realizzare ogni sogno…

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