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Una tranquilla domenica di sole...

Mi sono svegliata pigra. Sono uscita dalla mia crisalide ( il mio letto a baldacchino con la zanzariera ben rimborsata sotto al materasso per non far entrare gli insetti killer) al rallentatore. La domenica faccio sempre colazione da sola, tutti i medici sono in sala operatoria per gli interventi programmati.

Ero seduta a tavola a contemplare il verde che sta tornando prepotente nella vallata. Persino l’albero giallo dimenticato da un viaggiatore distratto sta mutando. E all’improvviso, in planata dal nulla, sono arrivate le rondini. Erano in ricognizione come uno squadrone di caccia, cercavano un posto per il nido. Si sono fermate sotto alla tettoia a più riprese, sembrava di sentirle comunicare via radio: negativo signore, questo posto non è idoneo, troppa gente in giro!! Hanno portato la Primavera anche qui. Arrivano dall’Italia, ho pensato. E per un attimo era come sentire i saluti dei miei amici e dei miei genitori volare con loro, come se mi avessero portato un messaggio da lontano. .

Ho chiesto a Margareth 2 di aiutarmi a preparare la pasta della pizza per la sera. L’abbiamo fatta insieme. Dopo pranzo è arrivato Elias, come d’abitudine, ormai. E mi ha chiesto di parlare con Mauro. Gli aveva promesso delle scarpe e ora le voleva. Gli ho assicurato che glielo avrei chiesto e l’ho salutato entrando in camera per dormicchiare un po’, fiaccata dal caldo esagerato di oggi e da una leggera sensazione di solitudine. Ma mi sembrava restio ad andarsene, come se fingesse solo di farlo. E l’ho tenuto d’occhio dalla porta della mia camera, di nascosto, sentendomi pure in colpa per questo! Ma quando l’ho visto tornare indietro ed afferrare qualcosa sul tavolo, sono uscita: Elias! What are you doing? Gli ho chiesto tradita. Lui ha prima negato, con un'espressione vagamente di sfida negli occhi..ma la mia deve essere stata peggiore, perché ha ceduto! Gli ho detto che non deve agire così, non serve, che le cose le deve chiedere. Siamo amici, no? E lui se ne è andato umiliato chiedendo scusa e giurando di non farlo più.

A metà pomeriggio ho deciso di uscire, fare un giretto al villaggio, giusto per spezzare la monotonia di questa domenica di sole. Ho salutato i watchman e sono uscita. Cathrine era al suo chiosco e mi sono fermata a salutarla. Mi ha offerto delle patate dolci e mi ha detto di andarla a trovare qualche volta, anche solo per non sentirmi sola e fare quattro chiacchiere. Ho proseguito con l’intenzione di fermarmi da Regina a bere una soda ( si, ora il mio carburante non è alcolico…almeno nel pomeriggio!). Passando davanti alla scuola mi sono sentita chiamare ovviamente Sonia e come sempre ho risposto: no Sonia, Stefania! Ma credo che ormai Sonia sia nel loro lessico come ciao caramera, semplicemente come sinonimo di mochongo riferito ad una donna!

Arrivata in piazza (!!) ho incontrato Rita con i suoi bambini. Che gradita sorpresa! Aveva in braccio Annie, la piccola patata di un anno e mezzo. Bellissima, come una bambola dipinta. Samantha mi è corsa in contro e mi ha abbracciato forte. Che bello...che belle sensazioni mi sanno inconsapevolmente trasmettere questi bambini. Ovviamente mi hanno chiesto tutti di Ori! Ho giocato un po’ con loro ma poi sono spariti nei magazzini di Regina a rincorrersi mentre Rita cercava di richiamarli per tornare a casa. Ho comperato delle sode e ci siamo incamminate insieme, come amiche a passeggio per un viale cittadino, non prima di aver contato tutti i bambini presenti: 8! Loro correvano avanti (Mocherino è terribile, insegue ogni macchina o moto che lo sorpassi .Corre come il vento). E noi dietro a chiacchierare, a parlare della salute della mia mamma..

Arrivata al gate, James, Niaga e Philip mi hanno chiesto udienza. Mamma mia, ho pensato, e adesso che è successo? No, volevano solo delle scarpe nuove, quelle che indossano ora hanno la suola tagliata. Abbiamo riso insieme quando ho tirato un sospiro di sollievo dicendo only this? Poi hanno aggiunto una frase che mi ha coccolato l’anima: we like you, because it’s possibile to talk friendly.

Arrivata a casa ho cominciato a preparare la pizza con l’aiuto di Mbaabu. Una con tonno, alici e olive, una con pomodoro a fette e una alla barese, come mi ha insegnato Ale ( anche se, l’omone di zucchero ha tagliato i pomodori a rondelle e non a tocchetti!). Proprio ora, mentre sono andata controllare la prima infornata, l’ho trovato di là a friggere del chapati con i resti della pasta. Mbaabu…

Ho fotografato un tramonto poco fa..ho cercato di catturare il cielo azzurro striato di rosa come una stoffa del mercato di Kathwana, la luce fievole che illumina la vallata e le conferisce un alone di magia, la leggera foschia che copre le montagne e le colora di blu…l'epilogo di una tranquilla domenica di sole…

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