Breaking News

Buon anniversario St. Orsola!

Ho appena finito il video per la fetsa di domani...anzi, ormai è già oggi!
Il 21 Ottobre del 2003, il St. Orsola Hospital di Matiri apriva le sue porte al primo paziente, una donna che doveva partorie. Iniziava la sua attività, carico di speranze, di incognite ma anche con qualche certezza e con la consapevolezza di rappresentare l'unico presidio sanitario (degno di tale nome) per una regione, il Tharaka, tra le più povere del Kenya.
Oggi è ancora così. Tante speranze ( i nuovi progetti), troppe incognite ( avremo mai una continuità rassicurante nel flusso economico?), ma la stessa consapevolezza di allora. E una certezza. Che il lavoro fatto fin'ora, insieme, è stato prezioso ed ha permesso a migliaia di pazienti di accedere ai servizi sanitari altrimenti a loro negati.

Vorrei poter ringraziare tutti. Uno per uno. Ma è impossibile. Le persone passate di qui, che hanno vissuto all’ombra del tamarindo senza voler splendere, sono tante. E io ho avuto il privilegio di conoscerne alcune.

Angela e Sonia, che hanno saputo conquistare i bambini e hanno vissuto in simbiosi con la gente di Matiri, in un continuo scambio di emozioni, di insegnamenti, di sorrisi. Sempre in movimento, sempre disponibili. Preziose come il sole.

Andrea, Giovanni, Maria e Federica, che hanno messo la loro conoscenza e professionalità al servizio dei pazienti, confrontandosi umilmente con una realtà che a volte mette in ginocchio e non puoi fare altro che arrenderti. Ma senza mai perdere la determinazione, l’entusiasmo e la concentrazione sul paziente, primo attore di questo film.

Oriella e Marianna, che hanno trascorso intere nottate in sala parto o si sono inoltrate nel bush per aiutare le mamme a partorire anche sotto agli alberi! Senza perdersi mai.

Gerardo e Marco, che hanno contribuito alla costruzione di un ponte, sia fisico che morale, accorciando le distanze e legandosi indissolubilmente con i colleghi locali.

Alessandro, Matteo, Claudio, Max e Andrea, che hanno contribuito alla gestione e allo sviluppo tecnologico dell’ospedale. Ingegneri in mezzo alla savana, senza frontiere. Ma mai lontani dagli altri ( se non quando parlavano in informatichese!!).

Nicoletta e le altre fisioterapiste, che hanno permesso a Timothy ed altri bambini di camminare e poter crescere, senza dover dipendere tutta la vita dalla presenza o meno di un muro a cui aggrapparsi o di qualcuno che viva per loro.

E tutti gli altri volontari che non hanno trovato una collocazione definita ( e con cui forse non ho interagito molto) ma che comunque hanno saputo inventarsi ogni giorno mettendosi al servizio di questa o quell’altra necessità.

Alcuni sono ora degli amici di cui non so più fare a meno, insostituibili. Ma tutti, tutti, sono stati aria fresca per Matiri. E hanno contribuito alla realizzazione di un sogno, ognuno nel suo specialissimo modo.

Grazie. Anche a chi ho dimenticato.


Ora vado a letto. Gli insetti formano un tappeto ai piedi della luce e l’autan sta finendo il suo effetto. La Nairobi fly questa sera ha vinto, mi ha corroso la pelle della pancia (chissà come ha fatto a spiaccicarsi sotto alla maglietta..).

Lontano si sente lo scroscio del temporale che avanza…chissà domani come sarà la strada per Kajuki….



Nessun commento