Mamma mia! (dal mio diario privato)
Sono in ufficio.....
Ori, al Toshiba, ascolta musica…Ganja farma…mamma mia!
( siamo in due ora a cantare con un sussurro di voce, canzoni tutte uguali…)
Sono passata dalle sisters a salutare.
(Oggi è festa qui, quindi vedrò papà Shimali & co domani.)
Hanno subito chiesto più soldi per il prossimo mese. Hanno comperato il diesel ( tra l’altro da un nuovo fornitore che si è intenerito per l’asperità del posto e ci ha pure fatto lo sconto!) e così non hanno pagato la Meds..e poi questo mese ci saranno pure le gratuità per i dipendenti. E il container. Ma perché la vita non è gratis? Almeno qui…
Mi hanno abbracciato con affetto. Anche Sr. Prya. Sapevano tutte della mia mamma, hanno pregato per lei, tutti i giorni, senza mai dirmi niente.
Ho salutato James. Mi ha chiesto se Elias e Nicholas devono tornare in Sudan. Che fare?
Era in ufficio con Kim. Stavano leggendo le loro mail.
Martina mi è corsa in contro e mi ha travolto con un gigantesco abbraccio a due ante! Sembrava sinceramente contenta di vedermi. Mi ha subito detto che l’ospedale sta andando bene..ma che le sono mancata tanto.
Anche Peninah e Angelica hanno detto che sono mancata. A lot.
Mi hanno tutti chiesto di Ale. Dov’è? Quando torna? Come sta? E Sonia? In sud america????!!
Gervasio mi ha intravista e mi è corso in contro. Mi ha chiesto delle due Sonias.
Ho salutato anche Silas, l’idraulico, non il father. Ovviamente mi ha chiesto di Ale. Dov’è? Quando torna, come sta?
Idem Enoc ( o Inox, come lo chiama Fede!!). Mi ha abbracciata, stritolandomi quasi, con le sue braccia da lottatore. E mi ha chiesto di Ale.
Hei, comincio ad essere gelosa di tutto questo affetto per Ubuntu!! Già……
Anche Sr Jody mi ha abbracciata. Mi ha chiamata da lontano. Mi ha stretta. Inaspettatamente a lungo. E quando ci siamo guardate negli occhi, i suoi erano lucidi. Mi ha chiesto della mia mamma, pure lei sapeva. Pure lei ha pregato tanto. Le ho detto che Sonia sta per partire e che Ale sarebbe (forse) tornato a fine novembre con Colomba. Beh, tanto me lo avrebbe chiesto lei, no?
Fa caldo, tanto caldo qui. Sono ancora in ufficio. Il Toshiba sta lavorando caricando le foto sul blog di Oriella. Quelle del matrimonio di Eva, che ho perso…quelle dell’allucinante viaggio di ieri, a cavallo della spesa nel buio della notte di Matiri.
Me ne vado sotto alla mia pergola, a riempirmi gli occhi della mia vallata ormai decisamente troppo secca. Deve piovere…deve…
[...]
Apophie sta parlando con Peter e Gabriel della donna a cui anche io ho donato il sangue. Sta bene ora, è a casa, dai suoi bambini. Apophie continua a ripetere che le ho dato una sacca di sangue, che sono una good samaritan….non serve questo, l’ho fatto anche per me. Ricordo quanto stavo bene stesa su quel tavolo, con la scialitica sparata negli occhi e i reggae tutt’attorno, mentre Peter mi infilava l’ago nel braccio.
Ora parlano di Mawa, un ospedale in the middle of nowhere, in una regione in cui usano il panga sulle persone come noi lo stuzzicadenti…almeno due volte al giorno! E lì si possono vedere i casi più drammatici, al limite del grottesco.
E poi ancora, parlano di Cathrine ( si, Cathrine, non Margareth…ah, io per i nomi sono una frana!), la paziente che abbiamo portato qui ieri, che era da due mesi al Kenyatta eppure presenta una piaga da decubito degna del peggiore ospedale del culo del mondo..e anche una brutta infezione alle vie urinarie. Incinta. Paraplegica. Che si può fare? Che succederà al bambino? E a lei? E agli altri bambini cha ha a casa? Chi sarebbe meglio sopravvivesse? Tornerà mai a camminare? Come possiamo noi scegliere? Non è Dio che sceglie? Come quando avevamo due incubatrici ma non c’era a volte abbastanza potenza per farle funzionare contemporaneamente..e dovevamo scegliere…noi…
Sono sola, qui sotto alla mia pergola. Stanotte i grilli fanno gli straordinari. E ogni tanto li accompagna anche un grosso rospo che gracida profondamente.
(Apophie ha chiuso la porta dell’ufficio…ma non giunge…l’avranno chiamata all’ospedale…)
Si aggiungono anche degli uccelli notturni e i tamburi in lontananza. Un concerto senza pari…
Che buia la notte a Matiri. Lascia troppo tempo alle riflessioni.
E io non voglio riflettere a lungo…non voglio pensare. Voglio solo vivere e sentire. Respirare queste stelle che pulsano come piccoli cuori argentati.
Non c’è un filo di vento, le zanzare mi ronzano intorno. Meglio che vada a letto. Domani andremo a Kathoana……..mamma mia!
Ori, al Toshiba, ascolta musica…Ganja farma…mamma mia!
( siamo in due ora a cantare con un sussurro di voce, canzoni tutte uguali…)
Sono passata dalle sisters a salutare.
(Oggi è festa qui, quindi vedrò papà Shimali & co domani.)
Hanno subito chiesto più soldi per il prossimo mese. Hanno comperato il diesel ( tra l’altro da un nuovo fornitore che si è intenerito per l’asperità del posto e ci ha pure fatto lo sconto!) e così non hanno pagato la Meds..e poi questo mese ci saranno pure le gratuità per i dipendenti. E il container. Ma perché la vita non è gratis? Almeno qui…
Mi hanno abbracciato con affetto. Anche Sr. Prya. Sapevano tutte della mia mamma, hanno pregato per lei, tutti i giorni, senza mai dirmi niente.
Ho salutato James. Mi ha chiesto se Elias e Nicholas devono tornare in Sudan. Che fare?
Era in ufficio con Kim. Stavano leggendo le loro mail.
Martina mi è corsa in contro e mi ha travolto con un gigantesco abbraccio a due ante! Sembrava sinceramente contenta di vedermi. Mi ha subito detto che l’ospedale sta andando bene..ma che le sono mancata tanto.
Anche Peninah e Angelica hanno detto che sono mancata. A lot.
Mi hanno tutti chiesto di Ale. Dov’è? Quando torna? Come sta? E Sonia? In sud america????!!
Gervasio mi ha intravista e mi è corso in contro. Mi ha chiesto delle due Sonias.
Ho salutato anche Silas, l’idraulico, non il father. Ovviamente mi ha chiesto di Ale. Dov’è? Quando torna, come sta?
Idem Enoc ( o Inox, come lo chiama Fede!!). Mi ha abbracciata, stritolandomi quasi, con le sue braccia da lottatore. E mi ha chiesto di Ale.
Hei, comincio ad essere gelosa di tutto questo affetto per Ubuntu!! Già……
Anche Sr Jody mi ha abbracciata. Mi ha chiamata da lontano. Mi ha stretta. Inaspettatamente a lungo. E quando ci siamo guardate negli occhi, i suoi erano lucidi. Mi ha chiesto della mia mamma, pure lei sapeva. Pure lei ha pregato tanto. Le ho detto che Sonia sta per partire e che Ale sarebbe (forse) tornato a fine novembre con Colomba. Beh, tanto me lo avrebbe chiesto lei, no?
Fa caldo, tanto caldo qui. Sono ancora in ufficio. Il Toshiba sta lavorando caricando le foto sul blog di Oriella. Quelle del matrimonio di Eva, che ho perso…quelle dell’allucinante viaggio di ieri, a cavallo della spesa nel buio della notte di Matiri.
Me ne vado sotto alla mia pergola, a riempirmi gli occhi della mia vallata ormai decisamente troppo secca. Deve piovere…deve…
[...]
Apophie sta parlando con Peter e Gabriel della donna a cui anche io ho donato il sangue. Sta bene ora, è a casa, dai suoi bambini. Apophie continua a ripetere che le ho dato una sacca di sangue, che sono una good samaritan….non serve questo, l’ho fatto anche per me. Ricordo quanto stavo bene stesa su quel tavolo, con la scialitica sparata negli occhi e i reggae tutt’attorno, mentre Peter mi infilava l’ago nel braccio.
Ora parlano di Mawa, un ospedale in the middle of nowhere, in una regione in cui usano il panga sulle persone come noi lo stuzzicadenti…almeno due volte al giorno! E lì si possono vedere i casi più drammatici, al limite del grottesco.
E poi ancora, parlano di Cathrine ( si, Cathrine, non Margareth…ah, io per i nomi sono una frana!), la paziente che abbiamo portato qui ieri, che era da due mesi al Kenyatta eppure presenta una piaga da decubito degna del peggiore ospedale del culo del mondo..e anche una brutta infezione alle vie urinarie. Incinta. Paraplegica. Che si può fare? Che succederà al bambino? E a lei? E agli altri bambini cha ha a casa? Chi sarebbe meglio sopravvivesse? Tornerà mai a camminare? Come possiamo noi scegliere? Non è Dio che sceglie? Come quando avevamo due incubatrici ma non c’era a volte abbastanza potenza per farle funzionare contemporaneamente..e dovevamo scegliere…noi…
Sono sola, qui sotto alla mia pergola. Stanotte i grilli fanno gli straordinari. E ogni tanto li accompagna anche un grosso rospo che gracida profondamente.
(Apophie ha chiuso la porta dell’ufficio…ma non giunge…l’avranno chiamata all’ospedale…)
Si aggiungono anche degli uccelli notturni e i tamburi in lontananza. Un concerto senza pari…
Che buia la notte a Matiri. Lascia troppo tempo alle riflessioni.
E io non voglio riflettere a lungo…non voglio pensare. Voglio solo vivere e sentire. Respirare queste stelle che pulsano come piccoli cuori argentati.
Non c’è un filo di vento, le zanzare mi ronzano intorno. Meglio che vada a letto. Domani andremo a Kathoana……..mamma mia!
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