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Magari smetterò semplicemente di farmi domande…(dal mio diario privato)

Sono in ufficio, aspettando che la connessione permetta ad Hariett e me di comunicare con Alessandro, in Italia, di nuovo a casa.

Piove a dirotto. Piove sotto il sole. E l’aroma della terra rossa bagnata sta già saturando l’aria. Adoro ascoltare la pioggia. Le gocce sono talmente sottili che sembrano polvere argentata.

Ecco, ha già smesso. E ora il calore esce vaporoso dalla terra portando il profumo di polvere, radici e fiori.

Finalmente Ale è connesso con il computer di Hariett. Sta scrivendo sul suo desktop proprio come fosse qui a farlo! Così potrà aiutarla, implementare il programma per la gestione informatizzata dei dati clinici, scambiare informazioni e saluti. È incredibile che persone così lontane possano stare tanto vicine grazie ad un grosso disco, la parabola, e una manciata di componenti elettronici fissati su piastrine di silicio e inseriti nella copertina plasticata di un libro senza pagine, il laptop!! La tecnologia sa essere buona…

Lucy a Margareth, a casa, stanno pulendo le grate davanti al portico, dove si accumulano tutte le foglie del mondo portate dal vento! Mamma mia, ma allora la strigliata ha funzionato?! Volevamo dare un nome al nuovo arrivato…ma come si scopre il sesso di un vitellino, ho chiesto io suscitando la solita ilarità per l’inettitudine di noi bianchi. Mi sono avvicinata e l’ho accarezzato..accorgendomi, ovviamente dopo, che aveva addosso almeno una decina di zecche e altri parassiti. Povera Carolina! Eh si, il nostro vitellino è una lei (un’altra femmina in questa casa!)..e ora che ha un nome, non potremo mai mangiarla!

[...]

Sono sotto la pergola. E piove! Fa freddo stasera. Non è successo qualcosa di particolarmente raccontabile, oggi, oltre ai momenti già descritti.

Una cosa mi diverte: sentire Peter, Mbaabu e Gabriel che parlano italiano! A volte mi dà l’impressione che stiamo invadendo troppo…altre, che ci stiamo semplicemente mescolando. Un'altra domanda a cui non avrò risposta. Un caro amico mi ha detto (usando parole non sue!!) che le risposte le devo trovare dentro di me. Io invece preferisco usare altre parole non mie: accadono cose che sono come domande..passa un minuto o un anno..e poi la vita ti risponde…

Magari alla fine di questo viaggio scoprirò qual è la cosa giusta da fare, avrò imparato abbastanza da questa terra e da questa gente da discernere il bene dal male (limitatamente alla mia presenza qui, non in senso assoluto!). Magari scoprirò dove sono i confini da non oltrepassare.

Magari smetterò semplicemente di farmi domande…

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