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Vita nuova. Eppure a volte sempre uguale…..(dal mio diario privato)

La pioggia è arrivata. Di notte, violenta. Ieri mattina il vento freddo spazzava la vallata come in Luglio, come in inverno. Mi sono svegliata nel grigio di una giornata autunnale, dentro e fuori. Forse mi sto fondendo con la natura a tal punto che non riesco più a scindere il suo colore dal mio umore. Forse, è solo uno di quei tanti giorni in cui vorrei fosse già sera….e nemmeno so perché…

(le Charlie’s Angels sono spente oggi, tutte e tre…succede quando si vive insieme, quando l’affetto mescola pensieri e sensazioni…)

In mattinata ho avuto un meeting con Fr. Sils, Sr. Prya, Judith ( la clinical officer ) e Mercy ( dal counter office...una segretaria insomma!). Ho preso qualche decisione, ascoltato, imparato e dato suggerimenti. Il solito scambio, la solita strada a due corsie che stiamo percorrendo insieme da Gennaio. È una parte del mio lavoro che mi piace. Sto imparando molto. Non solo cose mai fatte in precedenza. Sto imparando a dialogare con gli altri, ad aprirmi, ad avere l’umiltà di dire: io non lo so, me lo insegni tu, please? Senza sentirmi con questo inferiore, senza sentirmi una perdente solo perché non sono perfetta. Non credo che gli altri si aspettino da me questo…sono sempre e solo io la maggior critica di me stessa…faccio sempre tutto da sola…ma forse questo è un retaggio della mia infanzia…

(Sarà una giornata riflessiva più che descrittiva, questa. Mi sento sensibile alle sfumature oggi…)

Mbaabu e Federica mi hanno chiamato nella theatre 2, quella piccola. Stavano operando sul nuovo elettrocoagulatore. C’era pure Stanley. Il nuovo elettrobisturi è bloccato, non permette settaggi diversi da quelli che lui ha scelto per se stesso…4000€ di apparecchiatura, 30 Kg di ingombro in valigia…e non funziona! E mentre cercavamo di dare un senso alla sua testardaggine, ho avuto l’intuizione che fosse solo un problema di fluttuazione della corrente…beh, facile intuizione, qui tutti i gli apparecchi elettromedicali si stanno rompendo o non funzionano per colpa delle oscillazioni nell’alimentazione! E che ci voleva, un ingegnere?

Ma cercare di spiegare a Fede e Ori il funzionamento di quel bisturi e della necessità di uno stabilizzatore, con parole semplici, tutt’altro che tecniche (…lo stabilizzatore si ciuccia le oscillazioni e sputa fuori una corrente costante..), mi ha fatto sentire che lì, in quel momento, anch’io stavo facendo la differenza. Un delta insignificante, un microscopico granello di polvere rossa in più. Ma anche il mio essere lì, aveva un senso….

A pranzo è uscito il sole. È tornata l’estate. Mi sono seduta sotto al tamarindo a contemplare la vallata. Al centro del verde sbiadito della savana c’è una collina scoperta, rossa. Sembra una macchia stonata in un mare uniforme. Sulla sua bassa sommità, un albero con le foglie giallo oro, brillanti. Un puntino dorato. Sembra messo lì per sbaglio, appoggiato da un viaggiatore, in attesa di essere raccolto di nuovo a portato da qualche altra parte.

Alle 4 , in pediatria, c’è stata l’asta…ed è stato inevitabile pensare a Sonia, alla sua perfetta organizzazione solo apparentemente casuale ( per dire, noi, due medici ed un ingegnere, inquadratissime e pianificate, non abbiamo pensato alla cassa, agli spiccioli per i resti, alle chiavi della scuola per recuperare qualche panca ed il tavolo, alla penna ed al quaderno per scrivere i nomi dei compratori ed i loro resti…ci siamo limitate a portare in ospedale la valigia con i vestiti…ci ha dovuto pensare Ernesto, di ritorno da Chuka…mamma mia!!).

Cecilia, la mamma di un bimbo ricoverato, per 20 Ksh ha comperato la mia maglia grigia. Gervasio ha comperato uno spolverino verde acqua per 30. Un’altra paziente il pigiama di Marianna per 10. Mentre abbiamo regalato la borsa arancione con i fiori ad Eveline, una donna che sta morendo nel suo letto. Il suo sorriso ed il sorriso di suo marito, che le sta accanto ogni minuto, preoccupandosi di farla mangiare e di sistemarle il cuscino, sono stati l’incasso più grande….il barattolo di vetro con gli spiccioli non avrebbe mai potuto contenerlo…il nostro cuore si…

Alle 5 è arrivato il maestro di storia della secondary. Con lui è venuto il maestro di Kiswahili per darci l’idea di come si insegna una lingua. Iniziando dall’alfabeto…

Abbiamo stabilito che faremo due lezioni di mezz’ora a settimana, iniziando proprio il prossimo martedì! Eravamo così entusiaste! Sembrava quasi che il sole brillasse di più. Ma la cosa non sarà propriamente facile…un centinaio di studenti…dovremmo insegnare sole, ognuna nella sua classe..mamma mia!!!

Il maestro, il sognatore, ha ancora parlato col cuore. Il suo interesse nella lingua, in realtà, è parte di un progetto ben più ampio. Nasce dal desiderio di capire profondamente la cultura italiana, il modo di pensare ( non solo la storia che già conosce), l’essenza..per non sentire più spregiativamente muzungu o carmela per le strade al nostro passaggio…

Dopo cena, mentre Mbaabu, Gabriel e gli oculisti sono andati a dormire, noi abbiamo deciso di uscire, di andare da Regina a divertirci un po’ per rivoltare una giornata destinata altrimenti a finire con un alone di tristezza.

Per la strada abbiamo incontrato, nel buio, Eric che ha deciso di unirsi al gruppo. Là, quasi ad aspettarci, c’era almeno un 10% dello staff del St. Orsola! Evans, il farmacista, Kennethm responsabile del laboratorio, Alex, tecnico di laboratorio, Christian e Lorentz, infermieri, Faustino, il nostro falegname, e il dentista di cui ancora vergognosamente non so il nome!

Ci siamo sedute a chiacchierare con loro, a bere qualcosa (con l’immancabile Eric che chiede di avere da me una birra perché è senza soldi…e a cui io rispondo che in questo momento io sono messa peggio di lui!!). Abbiamo riso e parlato di nulla…non ho giocato a biliardo, solo guardato questa volta…

Ha cominciato a piovere proprio quando abbiamo deciso di tornare a casa. Erano le 11 ormai ( che qui è tardissimo!) e così Kenneth, Christian ed il dentista (giuro che scoprirò il nome!) ci hanno accompagnate fino al gate, sotto alla pioggia. Che bella, la pioggia! Non era troppo forte. Una carezza umida prima di dormire.

Ma una volta a casa, proprio prima di andare a dormire, mentre la testa dondolava appena, sotto alla pergola, il canto dei grilli ci ha svegliate. Appena intorpidite, ci siamo affacciate alla realtà…

Quando le sollecitazioni esterne scemano, non avendo altre distrazioni, qui ti concentri su te stesso, sui tuoi sogni, sui tuoi bisogni, sulle tue sensazioni…su chi ti manca…e capita di sentirsi piccoli…e bisognosi di un grande abbraccio in cui perdersi…

Questa notte la pioggia sulla mia scrivania mi ha svegliata. Plin, plin…la mia goccia è tornata, come a Febbraio. Sono scesa dal letto, proprio sopra il rivolo sul pavimento. Scendeva dal soffitto, in più punti. Sembrava di essere tornata indietro nel tempo, come se tutto fosse iniziato di nuovo. E forse lo è….ma queste riflessioni a metà notte non fanno bene…

Ora sono sveglia. È mattina, grigia di nuovo. Ma so che tra poco splenderà di nuovo il sole, un sole caldo. La pozzanghera sotto alla mia porta è appena increspata dal vento. Fede mi aspetta, andiamo a Meru a fare la spesa oggi. Mentre Ori resterà con le sue mamme che una dopo l’altra, in una sequenza quasi programmata, partoriranno.

Vita nuova. Eppure a volte sempre uguale…..

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