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Cuccioli...

Essere svegliata da Stanley alle 7 e mezza del mattino può voler dire una sola cosa…la giornata sarà pessima! Ho provato ad oppormici, dormendo ancora un po’ e sperando in un nuovo inizio. Ma il tentativo è stato vano…
Ho iniziato a far colazione e quando mi ha raggiunta Fede ho capito che la mattinata non avrebbe avuto speranza di migliorare nell’immediato..il suo sguardo era perso nella vallata quanto il mio.
Ho seguito Pepu in ospedale, cercando aiuto nei nostri bambini, anelando un loro sorriso che è in grado, da solo, di cancellare i miei pensieri negativi.
È arrivato all’ambulatorio un bambino ustionato. Ormai le sue cicatrici erano asciutte e non avevano lasciato traumi troppo estesi se non dal punto di vista estetico. Gli abbiamo dato un paio di scarponcini alti per aiutarlo a camminare meglio. Lui ha guardato le scarpe nuove..e poi la sua mamma…e ha sfoderato un sorriso incredibile. È uscito dall’ospedale camminando piano come un robot per non rovinarle subito. Che tenero.
E poi è tornata Joy, la bambina ape! Si, perché porta un pigiamino, corredato di cuffietta, lavorato a mano, di lana a righe bianche e bordeaux. È bellissima. Ride sempre, basta chiamarla e lei ti guarda regalandoti un angolo di paradiso.
Sono tornata nel mio ufficio più leggera…ma ancora a little bit sad
Dopo le 5 Fede mi ha obbligata ad uscire un po’, ad andare da Regina, per il nostro solito aperitivo. Per spezzare un mood insolito ma frequente. È quasi un insulto essere tristi qui, ma forse questo isolamento obbliga a guardarsi dentro, amplifica il senso di solitudine e la mancanza. E si finisce per confondersi e perdersi, a volte. Ma si fa anche presto a ritrovarsi!
Siamo uscite che pioveva appena, ormai lo fa tutti i giorni. È un bene per le coltivazioni, stanno tutti lavorando nelle loro shamba e il raccolto sarà buono. I mercati saranno pieni di frutta e verdure e i prezzi scenderanno. E questa gente non morirà di fame…
Abbiamo incrociato Lili, la bambina più grande di Rita. Ha 8 anni, è alta, slanciata, sembra una donnina. Aveva un vestitino rosa carico con un golfino color crema sulle spalle. Scalza, anche lei a piedi nudi nel fango. È rimasta con noi da Regina a bere una soda. È davvero graziosa, con una vocina sottile come lo squittio di un topolino. È nata a Marimanti, ma è stata portata qui da piccola. Ci ha detto che la pioggia ha mietuto delle vittime nella central province e mi ha invitata al suo compleanno, il 25 Dicembre. E poi mi ha dolcemente chiesto se l’Italia è in Africa…
L’abbiamo accompagnata a casa e siamo passate a salutare tutti i bambini di Rita. Pepu ci ha raggiunte proprio in quel momento. Loro erano già tutti in pigiama, si stavano preparando per mangiare. Sabella mi è corsa in contro e l’ho presa in braccio. Mi ha riempita di baci. Mamma mia, che sensazione. Come odorare il frangipane o accarezzare una nuvola. Ho dimenticato tutto il resto in quell’abbraccio. Fede ha ragione, sono la nostra gioia quotidiana. Come sempre hanno cantato la canzone di Ori (lei è sempre con noi…), la balena splash. John si arrampicava come una scimmietta aggrappandosi con i piedi al palo che sorregge il tetto del cortile interno. Mocherino tormentava Pepu per fare le capriole tenute per le mani. Fede coccolava Samanhta, mentre Rita teneva in braccio la cucciola, Annie. Io continuavo a stringere la dolce Sabella. Un solo quarto d’ora, al limite dello sfinimento per alcuni versi, al limite del cielo per altri.
Tornando verso casa, Fede ha ricevuto una telefonata inattesa. Mbaabu. E ha completato il suo album dei momenti salva giornata!
Forse anch’io ho completato il mio..di sicuro gli abbracci di Sabella mi hanno stretto anche il cuore, lo hanno fatto sentire meno solo. I bambini di Rita, dell’ospedale, del villaggio, rispondono ad una lacrima con un sorriso che asciuga gli occhi. Certo non è tutto, ma questi cuccioli sanno riempirmi la vita.
C’è un grillo qui in ufficio, non la smette di cantare un istante. Un coleottero nero sta facendo ginnastica sulla mia tastiera. I cuccioli di tamait volano attorno alla luce e si scorgono le lucciole là fuori, nel buio. È una serata tranquilla, serena. Anche dentro di me…
Mama buega..

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