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Una collana di perle rosse e blu...

Antonia e Mauro sono partiti stamattina presto. Li ho sentiti andarsene, ma ero davvero ancora troppo addormentata per alzarmi, avrei rischiato di scivolare sul pavimento bagnato della veranda!

Ora siamo rimaste in tre, Fede, Pepu ed io ( e Clara alla missione ). Abbiamo chiacchierato a lungo dopo colazione. Parlato di sogni, paure, aspettative, emozioni. Come sorelle.

Siamo passate dalla stanza numero tre in pediatria a prendere Rita e la sua mamma e poi ci siamo dirette alla palestra. Ci sono volte in cui Rita sorride, i suoi occhioni tristi si illuminano. Ormai si è abituata a noi. Anche la sua mamma è felice, la bambina è migliorata tantissimo! Ora gattona, gioca, cammina stringendo le mani della mamma. È davvero intelligente, quando non sa fare qualcosa osserva Pepu per imparare e la imita…e a volte sembra ricordare gli insegnamenti passati, si ferma un istante, concentrata, e scova la giusta informazione tra i ricordi. Bravissima Rita!! È la nostra vittoria…

È arrivata un’altra bambina, Florinda. Piccola, quanto Rita credo. Indossava un vestitino arancione con delle calzine a righe. Se è possibile i suoi occhioni erano ancora più tristi. No, non è esatto. Erano tristemente vuoti. La mamma l’ha stesa sul lettino mentre Pepu la visitava. Immobile, con le braccia piegate e i polsi flessi verso il basso. Le dita delle mani chiuse. Le gambine distese, rigide, serrate. Non rispondeva agli stimoli sonori, non seguiva il sonaglio colorato. Ha avuto la meningite da piccola e questo è quello che le ha lasciato. Le avevano dato una sedia a rotelle a Tuuru..ma qualcuno le ha rubato le ruote. E così ora è ripiombata nella sua vita nemmeno tangente ad una normale. Senza speranza di migliorare. Gabriel l’ha ricoverata perché ha pure la febbre. Florinda. Così piccola e già così sfortunata. Ecco, la nostra sconfitta della giornata…

Il primo venerdì del mese agli out patient si fanno le vaccinazioni, come una clinic mobile in casa! Sono uscita affranta dall’ambulatorio per la fisioterapia e sono passata proprio in mezzo alle mamme in fila. Iniziavano a spogliare i loro bambini lì, in corridoio, per essere pronte quando sarebbe stato il loro turno. Era un trionfo di culetti nudi e guance paffute, di colori, suoni infantili e chiacchiericcio delle mamme. Mi sono fermata a coccolare una bimba che ha riso un po’ e poi è scoppiata a piangere (chissà, forse quest’aria malaticcia di noi mochongo li spaventa!). Pole mtoto!

A volte vorrei che la pioggia lavasse via le sconfitte e lucidasse le vittorie..e quella di questi giorni potrebbe fare miracoli. Ormai piove di giorno e di notte. Ottimo per i raccolti. Un po’ meno per le strade, sono pessime! E spostarsi diventa una lotta impari. Proprio adesso, che sono qui in ufficio, sta piovendo prepotentemente. Le gocce riescono ad entrare attraverso la zanzariera. Non è stata una buona idea fermarsi qui, senza una torcia, a piedi nudi..a volte sottovaluto le insidie del posto. Ma..ecco, ha già finito…la luna è uscita tra le nuvole e illumina il fango. I grilli ancora una volta gareggiano con i pipistrelli a chi grida più forte.

Come sempre, si infilano sconfitte e vittorie su un unico filo e si compone la collana, la vita. Le perline blu scuro si alternano a quelle rosso vivo. E ne scaturisce un gioiello unico.. comunque inestimabile..

Mama buega...

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