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Mtoto ni mtoto!

Stanotte mi ha svegliata la pioggia. Leggera. Delicata. Ma prevedendo il peggio, mi sono alzata per spostare il computer e i cestini che ho sulla scrivania, proprio al di sotto della fessura da cui gocciola l’acqua quando il tetto è saturo. E infatti, dopo poco, il plin, plin delle gocce è tornato a farmi visita. Ormai è un rumore a cui sono affezionata, mi ricorderà per sempre la mia stanza a Matiri…

Coccolata dal suono della pioggia, mi sono riaddormentata. E ho di nuovo sognato.

Stamattina come prima cosa ho guardato curiosa la mia immagine nello specchio (è una cosa che solitamente cerco di evitare!). Volevo vedere fino a che punto la reciproca antipatia tra me e la Nairobi fly doveva crescere. Sull’angolo destro della fronte, che poi è ovviamente la parte non coperta dai capelli, c’erano le sue odiate impronte, una collanina di piccole perline bianche, ovali, buttata lì, un po’ avvolta su se stessa, un po’ allungata verso l’attaccatura dei capelli. Perfetto! Le ho giurato ufficialmente battaglia! Ora pure io, come Fede docet, terrò la bomboletta del doom vicino pronta a sferrare l’attacco!

Mi sono svegliata con la lentezza di un giorno semi festivo, illudendomi di avere più tempo del solito per me. Ma appena spalmata la marmellata di papaia e limone sul pane, Shimali mi ha chiamata in sala operatoria. La sterilizzatrice grande aveva una nuova magagna! Questa volta si erano bruciati i circuiti d’ingresso del termostato. Colpa del super lavoro a cui è sottoposta. Dovremmo comperarne un’altra. Per ora ci accontentiamo di riparare questa e sperare che non si consumi troppo in fretta. Ho mandato Shimali a Meru per i pezzi di ricambio.

Ci ho riprovato, altra fetta di pane, altra marmellata. Al carcadè questa volta. E di nuovo, ho dovuto interrompere perché Sr. Jothy (forse un giorno imparerò come si scrive) mi ha chiamata al telefono per organizzare il viaggio di un paziente, sempre a Meru, per un CT scan.

Ho deciso di desistere con la marmellata e ho solamente bevuto una tazza di caffè al volo per concludere la mia sfortunata colazione.

Anna avrebbe voluto andare a Kathwana a comperare un po’ di stoffe (si, abbiamo già contagiato pure lei) ma per lei è stato decisamente più invitante il programma di Aldo: visitare tutte le mamme in attesa e fare loro l’ecografia per constatare la salute del loro bambino. Anche del bambino di Cathrine. Sono entrata in ospedale per consegnare delle ricevute a Sr. Ann e mi sono subito imbattuta in almeno 16 pancioni in attesa del controllo. Mamma mia, che bello vedere una foresta bombata di quadratini bianchi e rosa (la casacca dei pazienti ricoverati)!

Tornando indietro mi sono fermata a sbirciare Aldo in azione. Da profana, posso dire che Aldo sia un bravissimo ginecologo. Per il modo che ha di trattare con le mamme, la dolcezza e la comprensione che mette nel parlare con loro, nel visitarle. La giusta attenzione che una donna necessita in un momento tanto delicato e coinvolgente quanto il parto. Nella sala travaglio/parto c’era una signora che si lamentava appena, ad intervalli regolari, sempre più ravvicinati. Le contrazioni! Alla sua pancia era collegato il cardiotocografo che amplificava il battito del suo bambino. Che bel suono…

Più tardi, proprio all’ora di pranzo, anche Rita si è presentata all’ospedale per visitare Cathrine e farle una nuova ecografia. Hanno portato il carrello con l’ECO nella camera 10. Sono entrata e mi ha salutata col suo solito dolce sorriso e la delicatezza di una mamma in attesa. Abbiamo collegato l’apparecchio medicale al suo pancione. Rita era preoccupata per la quantità di liquido presente, per lei eccessiva. Ma Aldo l’ha tranquillizzata, tutto regolare. Regolare la testa, regolare la spina dorsale, regolari i piedini e le braccia. Una bambina (lo abbiamo saputo oggi) perfetta. Rita le ha chiesto se voleva sapere il sesso del suo piccolo. E Cathrine ha risposto con un filo di voce un bambino è un bambino, non importa che sia maschio o femmina. Ha sorriso quando le abbiamo detto che sarà una femmina, ha sorriso e si è accarezzata la pancia. È stato commovente vedere il visino della bimba nel monitor e vedere il viso di Cathrine davanti a me…non so quale dei due fosse il più bello….

Dopo pranzo, mi sono chiusa in ufficio per la contabilità della casa e per scrivere la duty roster di Margareth e Lucy. E sono evasa di nuovo, verso la sala parto!

Anna e Fede avevano appena finito un parto. Hanno seguito tutto il giorno il loro maestro, Aldo, per le visite, durante le ecografie e ora per aiutare la mamma in travaglio da questa mattina, quella collegata al cardiotacografo, a partorire. È nato un bambino con la testa a pera, probabilmente per lo sforzo, e chiamato quindi da loro William! Il primo parto di Anna. Che ora, ovviamente, vuole fare ginecologia come specialità! Io, per un momento, ho avvertito la presenza di Ori alle mie spalle…

Stasera abbiamo giocato a monopoli sotto alla pergola. Ho stravinto! E se è vero quel che si dice, non è proprio un buon segno! Annegherò i miei pensieri nella tisana al lemon grass ( che sempre mi ricorda Sonia..) prima di andare a dormire. Alla radio, il reggae impazza, sovrastando i grilli e i pipistrelli. Anzi, sembra quasi che gli insetti danzino e cantino al ritmo di Bob Marley e Lucky Dube..e io con loro…

Mama buega..

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