Mwua!
È arrivata da lontano, ruggendo alle mie spalle mentre ero seduta al sole. Il nero avanzava piano, preceduto dal vento caldo che lo annunciava. È iniziata con qualche goccia leggera, sembrava solo un falso allarme come sempre. E poi, improvvisamente, il vento ha iniziato a soffiare sempre più forte e il cielo si è oscurato. La vallata è stata avvolta dalla nebbia, una coltre bianca che le conferiva l’aspetto dei boschi delle streghe. Alcuni uomini stavano risalendo dal Mutonga, cercando di mettere al riparo la mandria. Se ne distinguevano le grida nel frastuono delle gocce a terra. In meno di due minuti era già tutto allagato. E pioveva sempre più forte, quasi a far male. La violenza prepotente della natura che ha ascoltato le preghiere dei coltivatori. Sono entrata nella mia
stanza cercando di proteggere il computer, come fossi sotto a dei bombardamenti! Il fragore del tuono era inquietante, quasi maligno. Dieci minuti d’inferno..
Pioveva dal soffitto. La pioggia entrava prepotentemente dalle finestre che sbattevano per la sua furia. Fluiva sotto alla mia porta arrivando fino al bagno come un fiume in piena. L'apocalisse!!
E poi, altrettanto velocemente, è sparita, si è ritirata come un nemico che si arrende. Nel cielo è tornato l’azzurro, la nebbia si è dissolta e ha scoperto il verde e la terra rossa più scura. Sotto al portico i segni del suo passaggio, le sedie e le panche bagnate, i semi del tamarindo sparsi sul pavimento, il profumo delizioso della terra umida. Le cicale frinivano e arrivavano dalla chiesa i canti del coro per le prove del sabato pomeriggio. Sembrava quasi che ringraziassero per la pioggia….
Gabriel è tornato dall’ospedale per il suo pranzo che erano quasi le cinque. Giornata impegnativa. Tanti cesarei, tre casi da Marimanti. È il nostro ospedale governativo ma riferiscono a noi tutti i casi impegnativi. Tante volte abbiamo chiesto l’aiuto del governo per avere un chirurgo ed un medico fissi, pagati dallo stato, per non gravare sul nostro magro bilancio. E finalmente lunedì, dopo nove mesi di richieste (un parto!), verrà il PMO a visitare la nostra struttura. È il responsabile regionale che deve assegnare i medici e gli infermieri pagati dal governo ai diversi enti sanitari, in base alle necessità. E martedì arriverà anche l’aiutante del ministro della sanità keniana a valutare in che modo potranno esserci d’aiuto. Che belle notizie! Attese e corroboranti come la pioggia.
Ho preparato la cena per noi, la grande famiglia allargata del tamarindo, ed i nostri ospiti, i tecnici che stanno sistemando il network al Dream Centre. Margaret 2 e Lucy avevano pensato al ragù per la pasta, il resto l’ho aggiunto io, sperimentando e cercando di recuperare i resti del pranzo. E così ho improvvisato un soufflè con il riso lessato di oggi, i peperoni gialli che stavano per ammosciarsi, qualche uova, il latte e il tocco tutto italiano del formaggio grana. Ho cucinato il bacon con il rosmarino, il sukuma e tagliato i pomodori. Beh, il soufflè sperimentale è stato spazzolato!
Peter e Mbaabu hanno lavato i piatti, ora sono qui, sotto alla pergola, a chiacchierare con Gabriel ed Apophie di casi clinici: un neonato malformato con la testa talmente piccola da essere quasi inesistente, una donna a cui dovranno asportare l’utero perforato, un bambino con un ascesso nell’addome che nemmeno aveva avvertito.
L’aria è appena fresca. La pioggia ha mosso le zanzare e farà uscire i serpenti dall’erba. Ma ha abbeverato la terra screpolata dal sole, che forse diventerà più gentile e regalerà qualche raccolto.
Asante..na mama buega.


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