Tuonane tamait!
Sono andata a dormire con la pioggia, la solita pozzanghera di fianco al letto e il plin, plin familiare della goccia sulla scrivania. E mi sono svegliata con la pioggia. È arrivata piano, dalla vallata. Sembrava ci fosse un muro bianco a coprire l’orizzonte, una coltre che avanzava dal fondo, pole pole, nascondendo il verde. Mwua!
Oggi c’era la clinic mobile al river Tana, la più lontana, la più bella. Si arriva in una scuola/chiesa nel mezzo del niente e si aspettano le mamme, vestite a festa, e il loro carico prezioso. I bambini vengono pesati (con una vecchia bilancia appesa ad un albero con l’imbracatura in jeans) e vaccinati. È un’esperienza incredibile vedere tutte queste mamme spuntare dall’erba con i loro bambini legati alla schiena. Dei piccoli budda bombati adornati di pieghe!
Ma io non ho potuto andare, avevo un paio di meeting in programma. Il primo con le ragazze della casa, Mauro e Antonia. Per chiarire alcune regole, per dare loro nuovi programmi lavorativi, per ottimizzare il loro tempo senza perderne troppo tra la colazione e le prove di canto. Il secondo con lo staff della sala operatoria e Apophie. Ho iniziato io a parlare. Ho chiesto loro maggiore senso di responsabilità, maggiore rapidità nel rispondere alle chiamate e alle richieste dei medici, perché da questo dipende la vita dei pazienti. Alcuni di loro bevono quando sono reperibili di notte, infatti, o se la prendono comoda quando viene chiesto loro di prepararsi per un cesareo od un altro intervento. E questo non deve mai succedere..un minuto può fare la differenza, quando si tratta di emergenza.
Anche oggi Carolina è venuta sotto alla pergola a reclamare il suo catino d’acqua. Ma questa volta ha lasciato qualcosa in cambio davanti alla futura camera di Mr. Alex!! È passato pure il veterinario per farle un punturone multivitaminico e spruzzarle l’antiparassitario. Ormai è il nostro cagnolino fedele da coccolare. Pure i blu (che si occupano del giardino e delle pulizie all'esterno del compound) e i watchman la chiamano per nome ormai! Che carina…
E mentre Mauro ed io guardavamo la nostra vitellina brucare l’erbetta verde davanti alla casa, da sinistra, da dietro l’angolo che va verso l’ospedale, è arrivata la pioggia di nuovo. Elegante, avanzava come una dama con un vestito di taffettà bianco. Si è fermata per un istante dietro al tamarindo, così guardando a sinistra si vedeva la pioggia e volgendo lo sguardo a destra si vedeva Carolina brucare sotto al sole. Come avere uno schermo doppio e guardare due fotogrammi dello stesso film.
Sono passata a prendere Pepu in ospedale. Ha insegnato al vecchio nonno come aiutare Augustine e Nyaga nella vita di tutti i giorni. Dopo le 5 siamo tutti nuovamente andati in centro. Davanti all’ingresso posteriore della missione abbiamo trovato tutti i bambini di Rita. Ci sono corsi in contro gridando i nostri nomi…e quello di Oriella, ovviamente. E abbiamo cominciato a cantare ancora la balena gridando un fortissimo splash tutti insieme. Mocherino mi ha abbracciata forte dicendo nitidamente il mio nome. E io mi sono sentita dolcemente coccolata.
Siamo andate prima dalla sarta, la Pelata, a ritirare i miei vestiti..ma erano pronte solo le due gonne. Tornerò domani.
Subito dopo, tappa da Regina per l’aperitivo. Ci hanno raggiunti Omar e Clara. Che bella compagnia. Questo drappello di mochongo seduti al centro di Matiri. Ci siamo organizzati le prossime giornate. Domani pizza alla casa del tamarindo e dopocena da Regina (che novità!) per giocare a biliardo e bere qualche birra..e festeggiare l’Obama day. Sabato camminata a Kathwana per comprare altre stoffe al mercato. Domenica messa di commemorazione dei caduti italiani in Africa a Nyeri…con deviazione a Nanyuki per mangiare la trota sull’albero! Abbiamo perso un angelo (e ci manca molto…) ma Fede ed io abbiamo acquistato un paio di nuove amiche e ora siamo un quartetto variamente assortito..la banda bassotti!!
Stanotte la luna era una mezza mela adagiata sulle nuvole. Ma riusciva comunque ad illuminare la strada tornando a casa.
Il nuovo chirurgo ci aspettava al buio alla casa del tamarindo, la Kenya Power ancora una volta ci aveva abbandonato. Così abbiamo acceso il generatore per un po’. Per questo mese Gakujia non verrà e abbiamo dovuto chiamare un chirurgo da Chuka per non restare scoperti troppo a lungo. Verrà qui ogni mercoledì.
Sono tornati i tamait. Una nuova invasione. Sono arrivati lentamente, ad uno ad uno..e poi, improvvisamente, sembrava quasi che piovesse. Abbiamo guardato verso la luce della stanza 8 e abbiamo visto lo sciame apocalittico, uno sbattere d’ali talmente rumoroso da sovrastare il canto dei grilli. Mi sono preoccupata di sistemare un asciugamano sotto alla mia porta per evitare di trovarmeli nella stanza più tardi. Sembravo Rossella O’Hara che cerca di spegnere l’incendio a Tara! E Pepu mi gridava da lontano di non ostinarmi, che ero davvero in inferiorità numerica, senza speranza!
Si vedono dei lampi lontani, in fondo alla vallata. Si sente il ruggito del tuono. Pioverà anche stanotte. Così anche domani sera torneranno i tamait…
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