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Aspettando domani...

Stamattina mi ha svegliata Stanley, al telefono. Erano giĆ  le 8 e mezza, quindi era addirittura giustificato! Ma sentire parlare di tagliare la guancia a Carolina per far fuoriuscire le tossine del vecchio morso di serpente, cosƬ, d’emblĆ©e, senza nemmeno accendere il traduttore, ĆØ stato davvero traumatico. L’ho implorato di concedermi almeno altri 10 minuti!

Mi sono seduta a fare colazione con gli occhi ancora smaltati di sonno. Ho mangiato una fetta di torta al cioccolato fatta da Fede ieri sera, quello che ci vuole per iniziare bene, anche se al secondo tentativo, la giornata. Mi sono ulteriormente attardata, al sole, con il mio ultimo caffĆØ, ascoltando le cicale ad occhi chiusi. Aprendoli, mi sono soffermata con lo sguardo sulla collina nuda, l’unica macchia di rosso nel verde intenso. Mentre la Piton Hill alla destra, prepotentemente grande e a ridosso della casa, ĆØ ricoperta di folto velluto verde bosco, rigoglioso come l’eden.

Pensando di non essere l’ultima, mi sono avviata, col freno a mano tirato, verso l’ospedale. E invece, dalla pediatria, ho sentito la voce di Pepu che incitava Faith a camminare senza appoggiare la gamba operata una settimana fa per non caricarla prima dell’avvenuto assestamento delle ossa. Mentre Fede era in sala per gli interventi, a fare da ferrista, accanto a Mbaabu, finalmente di nuovo a casa.

Ho portato alla cassa i tre mila scellini dell’asta riuscendo a pagare il conto di Susan e di Judith, due pazienti al di sotto della soglia immaginabile della povertĆ .

E poi ho consegnato a Sr. Ann 450 euro raccolti dai vari volontari passati sotto al tamarindo. Li avevo tenuti da parte per gli interventi di Pamela e di Eveline, ma ora dal Karen Hospital le cose si sono bloccate di nuovo e, invece di tenere i soldi parcheggiati nel mio armadio, ho deciso di usarne una parte per pagare gli innumerevoli conti in sospeso. In fin dei conti, anche in questo caso si tratta di pagare una cura salvavita per bambini e adulti. Per Pamela ed Eveline li raccoglieremo di nuovo all’occorrenza. Pole sana.

Ho raggiunto Pepu nella palestra. Stava giocando con Mary, una bambina cerebrolesa dopo aver avuto la malaria a sei mesi. Ora Mary ha 6 anni. ƈ in ospedale con il suo baba, un ragazzo alto, magro, fiero come un guerriero masai, con lo sguardo zuccheroso, denso di comprensione, amore e dedizione alla sua piccola principessa. Lei, oltre ai disturbi motori, vive isolata in un mondo tutto suo, il cui unico contatto con la realtĆ  ĆØ attraverso gli occhi del papĆ  che ricerca continuamente. Stava giocando con un sonaglio colorato. Seduta sul materassino ricoperto con la cerata nera. Il suo sguardo era assolutamente perso, sospeso tra i due mondi, spaventata perchĆ© forse non sapeva in che direzione avanzare, se raggiungerci o restare chiusa nella sua scatola mentale. La sua espressione triste, sottolineata dagli occhi umidi, mi penetrava fino in fondo, e non riuscivo quasi a respirare. Continuava ad allungare il sonaglio verso di me, guardando però il suo papĆ . Io lo afferravo e lei subito me lo toglieva dalle mani, in un balletto continuo di dare e avere. E poi, ad un tratto, senza apparente motivo, ha cominciato a gridare, piangendo disperata, arrabbiata, sempre più forte. Il papĆ  l’ha presa dolcemente in braccio cercando di calmarla. Ha cominciato a raccontarle una storia, con un tono di voce rassicurante e coinvolgente quanto un grande attore che legga Shakespeare. Lei non si ĆØ placata, ha continuato a urlare per circa 20 minuti mentre il papĆ  la accompagnava nella stanza, asciugandole le bave che non riesce a trattenere, senza smettere di raccontare. Una tale dolcezza non può che sciogliere. ChissĆ , forse Mary si ĆØ arrabbiata perchĆ© non riusciva a farci capire che in realtĆ  voleva dare il sonaglio al suo papĆ , non a me…e non riuscire ad esprimersi come magari avrebbe voluto, magari l’ha fatta adirare. Quanto vorrei poterla raggiungere…

Ho incrociato Fede nel corridoio, tornando verso l’ufficio, arrabbiata forse più di Mary per il disordine altamente disorganizzato dello store della sala operatoria. E per l’insensibilitĆ , ancora una volta, del personale che ci lavora. Abbiamo bevuto un caffĆØ sotto alla pergola mentre lei sbraitava il suo disappunto e la delusione. Ma poi, tornate allo store, intenzionate a sistemare e catalogare tutta la fornitura ospedaliera presente, abbiamo ricevuto una sorpresa, una risposta inaspettata. Tutti gli infermieri, Mbaabu e Peter compresi (ma loro lo avrebbero fatto comunque), stavano svuotando gli scaffali, ripulendo le buste dalla polvere e controllando tutte le date di scadenza. Bene, la tecnica giusta ĆØ quindi quella del cazziatone random o mirato. Hanno continuato tutto il pomeriggio, buttando un’infinitĆ  di dotazioni scadute…che tristissimo spreco!

Il sole scioglieva la pelle, oggi, liquefatta e calda come se avessi avuto la febbre. Tornando verso casa ho incrociato Carolina, diretta verso la mia camera. Si ĆØ piazzata lƬ e non avendo risposta, ĆØ arrivata fino alla porta della numero 5. E finalmente le ho portato l’acqua silenziosamente richiesta. Ma, inaspettatamente, lei ĆØ tornata sotto alla pergola, proprio davanti alla mia stanza, e si ĆØ piazzata lƬ, con la sua nuova ferita da cui hanno estratto un cumulo di carne decomposta dal veleno del serpente. Margareth dice che ormai riconosce il mio odore e lƬ magari si sente meno sola…chissĆ , mi avrĆ  adottata!

Stasera fa freddo, siamo avvolte nelle coperte rubate dagli aerei, almeno due per ogni compagnia. Ascoltiamo la nostra musica mescolata ai tamburi lontani, ai soliti grilli gentili e ai pipistrelli chiacchieroni. Ancora qualche minuto e ce ne andremo a dormire…aspettando domani...sarĆ  una lunga giornata..troppo lunga, forse…

Mama buega..tuonane ro!

1 commento:

  1. (premessa sono scarpuccio, solo che google non mi permette di accedeer con il mio account!!!)
    Ciao Mwende,
    non ti prometto nulla, o almeno ti posso promettere il mio impegno, questo sƬ.
    Oltre ( a quanto mi pare di aver capito) a soldi per aiutare la vostra comunitĆ , avete anche bisogno di giocattoli e roba varia per i bambini.
    Lo so, sarebbe solo una goccia d'acqua, ma credo che servirebbe a detergere un poco le nostre coscienze sporche.
    Fammi sapere qualcosa a quest'email davidescavuzzo@tiscali.it (anche, eventualmente, il modo più sicuro per fare le spedizioni).
    Ciao,
    D.

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