Una giornata in sordina...
Niaga mi ha fatto uno squillo alle 5 e mezza, per annunciarsi. Dopo poco, infatti, si รจ presentato alla mia finestra sussurrando piano il mio nome. Voleva svegliarmi ma allo stesso tempo non mi voleva disturbare! Anche stamattina un maternity case. Sembra quasi sia l’orario preferito dai neonati che vogliono uscire! Ho chiamato Shimali, scusandomi mille volte per l’ora. E poi sono tornata a letto. E non sono riuscita a dormire, non piรน. Sono stata sveglia almeno un’ora, rigirandomi tra le mie lenzuola rigate e ascoltando la mia musica preferita. E poi, sfinita dal caldo giร persistente, mi sono appisolata di nuovo.
Oggi ho dovuto scrivere al computer un po’ di contratti. Cosรฌ sono rimasta chiusa nel mio forno uscendo solo per i miei soliti giretti di controllo.
Dalla mia scrivania, fortunatamente, si scorge un pezzetto di paradiso. Il mio albero di papaia, per esempio, che ha scandito le mie giornate dandomi la dimensione del tempo trascorso qui. Appena arrivata lo si poteva vedere completamente incorniciato dallo stipite della porta. Ora sfiora il cielo. ร trascorso un anno. Un anno di sole, di terra rossa…un anno…mi sono persa a rincorrere le fotografie del mio album, fissate infondo ai miei pensieri…
In ospedale, Aldo era giร alle prese con un caso difficile. Fede ed Anna erano con lui in sala. Stavano operando una ragazza di 25 anni con una gravidanza extrauterina a prova di pelo sul cuore. L’utero si era perforato, assottigliato, forse, dal precedente taglio cesareo. All’interno era rimasta solo la placenta. L’embrione, invece, era cresciuto aggrappato all’utero, esternamente, con le manine e i piedini stretti come un koala appeso ad un albero di eucalipto. Come se respirasse attraverso un buco dell’unico pallone pieno d’aria del pianeta.
Si, c’era bisogno di un po’ di leggerezza, di semplicitร , dopo quell'immagine forte, impressa tra le altre fotografie del mio album. E cosรฌ ce ne siamo andate da Regina, Fede, Anna ed io. Aldo e Luciana ci hanno raggiunte dopo. Il locale era pieno di gente. Fuori, sul marciapiede, non c’era quasi posto. E ci siamo dovuti stringere, anche questa sera, accavallando le sedie di plastica verdi con lo stemma della Tusker. Ci siamo bevuti qualche birra, trascorrendo una happy hour insieme anche a Clara e Omar. Io, con le spalle al muro, sbirciavo l’angolo di cielo incorniciato dagli alberi davanti al locale. In poco spazio, una miriade di stelle. Non si poteva capire dove finisse una costellazione e ne iniziasse un’altra. Speravo di vederne piangere una, scorgere la scia luminosa che realizza i desideri. Ne avevo uno pronto, solo da pensare un po’ piรน intensamente…
Siamo tornate tutte con la testa un po’ piรน leggera, cosรฌ come l’anima. All’ingresso, Edward stava cercando di riparare la sua auto, una Subaru da rally. Mancava la ruota anteriore destra. Edward era coricato sotto alla macchina, se ne vedevano solo le gambe, mentre Nicholas illuminava il buio, Shimali controllava le sospensioni e Niaga supervisionava il tutto. Sembravano la banda bassotti in azione!
Ci sono giorni in cui il tempo rallenta al punto che la giornata sembra non finire mai. Non ci sono ostacoli nel mare e la vela avanza dondolando appena un po’. E tutto รจ ovattato, appena sciolto dal sole, pigro. Sembra quasi di perdere tempo, di essere superflui, inutili. Oggi, a tratti, รจ stato cosรฌ.
C’รจ un leggero venticello tiepido stasera. Pure la cantilena dei grilli รจ pigra, regolare, senza slanci. Spezzata ogni tanto dal volo dei pipistrelli o dallo sbattere degli insetti contro le porte delle stanze. Tutto in sordina. Solo il cielo grida col suo manto incredibile di stelle. Riesce sempre ad essere il protagonista…
Tuonane ro…
..sono al lavoro..e questa notte non va via il pensiero dell dolce Matiri..di te.. di voi..di..be'..tralasciamo..con Marianna ieri sera c'e' stata una crisi per entrambe..ci sono momenti che quasi ti senti esplodere per quello che ti porti dentro..e sai che non ha rimedio alcuno..no..se non tornare li'..nella nostra casa..nel nostro cuore..nikoro..si e'li'..
RispondiEliminaduro..troppo duro da affontare..e per quanto tento di immergermi nella vita quotidiana non c'e' cosa che superi la nostalgia..leggo il tuo blog e mi fa male..erano 5 giorni ormai..si lo evitavo perche' questo e'l'effetto che mi da e Mary pensava la stessa cosa..VADO...ASANTE MWENDE per la bellezza dei tuoi racconti,troppo vivi,troppo veri,racconti dove emerge un cuore indescrivibile..racconti che arrivano all'anima..troppo per me..ti adoro amica mia..MAKENA